8 marzo Festa della Donna: Google dedica un Doodle

Dopo quello di ieri, dedicato al 227° anniversario della nascita di Alessandro Manzoni, bigG sempre più puntale e accorto alle ricorrenze non manca di festeggiare la donna. Come tutti sanno l’8 marzo è ricordato come la giornata internazionale delle donne. E google lo ricorda con eleganza e colori primaverili. Al posto della bigG troviamo il simbolo che indica la femmina, ovvero ‘‘  rappresentazione stilizzata della mano della dea Venere che sorregge uno specchio. La seconda ‘o’ dovrebbe rappresentare una mimosa, il simbolo per eccellenza di questa ricorrenza. Poi ancora uno stelo e il resto del doodle se non la forma rammenta comunque colori e sensazioni floreali legati in qualche modo all’universo femminile.

C’è da dire però che questa festa ha attraversato varie fasi di celebrazioni. E’ stata osannata e criticata e attualmente, per molte persone, la festa della donna ha perso il suo reale significato sociale diventando così insensata solo con lo scopo di far divertire le donne in un determinato giorno dell’anno.

Un po’ di storia – questa festa racchiude in se un significato molto importante e la sua ricorrenza dovrebbe rammentare il valore storico-sociale che le appartiene. Sarebbe forse il caso celebrare le tante vittime di persone, donne e uomini, sfruttati nel lavoro nero e non solo. E’ cosa buona è giusta conoscerne la provenienza e la storia: tutto ebbe inizio nel 1908, quando a New York, 129 operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le condizioni misere in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni finché, l’8 marzo (o il 25 secondo alcuni), il proprietario Mr. Johnson bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire dallo stabilimento. Fu appiccato un incendio doloso e le 129 operaie, ormai prigioniere, morirono tutte arse dalle fiamme.  Da allora, l’8 marzo è stata proposta come giornata di lotta internazionale a favore delle donne. 

Per questo motivo aldilà delle festicciole, e dei mega party che vengono realizzati solo per fini consumistici, dovremo avere più rispetto per la commemorazione nata in America per ricordare le vittime di quell’incendio, il loro coraggio che vuole trasmettere il ricordo e il simbolo del riscatto femminile. Ben presto poi la festa fu accolta in tutto il mondo e poi il suo significato, via via, è stato distorto.

L’iniziativa di celebrare la giornata internazionale della donna fu presa per la prima volta nel 1910 da Clara Zetkin a Copenaghen durante la Conferenza internazionale delle donne socialiste. 

Ma la Mimosa? Nel settembre del 1944 si creò a Roma l’UDI, Unione Donne in Italia, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d’Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro e fu l’UDI a prendere l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all’ONU una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Con la fine della guerra, l’8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l’Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, secondo un’idea di Teresa Noce, Rita Montagnana e di Teresa Mattei.