No Tav in Val Susa e a Roma: tensione alle stelle, bloccata l’A24

La tensione creata dai NO TAV diventa sempre più imprevedibile. Da cortei di piazze a Roma hanno poi invertito la rotta verso la volta della Tangenziale, occupando lo svincolo che porta alla A24 fino a raggiungere il quartiere di San Lorenzo dove li, sembri, si scioglieranno. Non sono mancati petardi e fumogeni, lanciati anche contro il deposito Atac dal ponte della tangenziale e infine è stata aggredita anche la troupe di Rainews che li seguiva, sottraendo la telecamera ad un cameraman che a sua volta è stato ferito.

Si sono verificati anche lanci di bombe carta e tutti i manifestanti che non hanno rispettato il percorso stabilito sono sarebebro stati filmati, e per questo rischiano denunce dalle forze dell’ordine.

Tuttavia gli incidenti in tangenziale non sono gli unici. In giornata si sono verificate tensione nei confronti di giornalisti e operatori televisivi: Chiara Romano, cronista di La7 per il programma ‘In onda’ di Luca Telese e Nicola Porro, è stata al centro di un episodio ostile. “Mi hanno tirato acqua e colla in testa  solo per aver osato fare il mio mestiere, e cioè rivolgere una domanda“.

Deviate inoltre numerose linee bus centrali nelle zone di Termini, Repubblica, Cavour, Fori, Colosseo quindi in San Lorenzo e Porta Maggiore. Il servizio tram è stato sospeso, linea 5-14 e 19 tra piazza Galeno e Centocelle.  La Ferrovia Termini-Giardinetti non è attiva tra Centocelle e Termini.

   

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I partecipanti alla manifestazione provengono da diverse realtà, movimenti per i beni comuni, precari e lavoratori autoconvocati, studenti medi e universitari. Ma gli attivisti No Tav partono da piazzale Tiburtino per chiedere la liberazione degli arrestati n Val Susa, sfilando così in diverse zone del Prenestino, verso il Pigneto dove sono previsi ‘blocchi temporanei del traffico’.
La scritta all’ingresso del quotidiano (foto dal sito del Teatro Valle Occupato)

Intanto il Viminale si prodiga nella rimozioni dei blocchi stradali cercando però di non arrivare a scontri diretti. Per questo saranno impiegati tanti uomini e mezzi nella capitale e città dove sono state annunciate la mobilitazione.

Alemanno dal canto suo alza le sopracciglia e fa: “Questo è il risultato della sentenza del Tar che ha annullato la nostra ordinanza per regolamentare le manifestazioni di piazza – continua – Ancora una volta si ripropone la necessità che il Governo e le autorità dello stato pongano una seria regolamentazione per conciliare diritto a manifestare con diritto a circolare dei romani. Questo è un argomento che non può essere eluso o scaricato solo sulle spalle del Comune e anche le organizzazioni sindacali devono prendere atto da una giornata come quella di sabato che non è possibile procedere in questo modo“. Ma una regola adeguata non la si riesce mai a dare, il popolo con le sue ragioni e la politica (non tutta, ndr) che non vorrebbe regolamentare, ma reprimere qualsivoglia forma di protesta, sia essa eccessiva o nella norma.

Il ministro dell’ambiente Clini, invece, parla di una protesta senza ragioni ambientali. Il tracciato, “drasticamente modificato rispetto alla versione originale soprattutto grazie ai suggerimenti e alle pressioni delle popolazioni”, ha aggiunto Clini, tiene conto “in maniera puntuale, quasi ossessiva, di tutte le precauzioni ambientali che erano state indicate per evitare un impatto ambientale negativo“. Il ministro ha anche ricordato che “i due Comuni che sono coinvolti dal tracciato, Susa e Chiomonte, sono d’accordo con l’opera“. Bene vallo a dire a quelli del Susa… che proprio non vogliono stravolgere l’ordine naturale per poter creare questa linea ferroviaria. Per quanto possa essere un progetto senza crepe si tratta di maltrattare una montagna, un essere che vive e respira. A volte bisognerebbe fare un passo indietro e avere più rispetto per quello che ci viene in dono naturalmente. Ma come si può pretendere questo dai signori del potere se non si riescono a risolvere nemmeno i problemi reali con i quali siamo costretti a vivere ogni giorno? (vedi questione spazzatura al sud, ndr).

CLINI, PROTESTA SENZA RAGIONI AMBIENTALI – “Non ci sono ragioni ambientali all’origine della protesta” dei No Tav. Lo ha detto a Trieste il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini.

Il tracciato, “drasticamente modificato rispetto alla versione originale soprattutto grazie ai suggerimenti e alle pressioni delle popolazioni”, ha aggiunto Clini, tiene conto “in maniera puntuale, quasi ossessiva, di tutte le precauzioni ambientali che erano state indicate per evitare un impatto ambientale negativo”. Il ministro ha anche ricordato che “i due Comuni che sono coinvolti dal tracciato, Susa e Chiomonte, sono d’accordo con l’opera”