Rapiti due turisti italiani in India

Due turisti italiani sono stati rapiti in India, a Kandhamal, da ribelli maoisti (aderenti alla dottrina politica fondata sul pensiero e la strategia di carattere nazional-comunista del leader cinese Mao Tse-tung) nello stato indiano dell’Orissa.
La Farnesina ha confermato il rapimento e anche l’identità dei due rapiti: la guida turistica Paolo Bosusco di Condove (TO) e il suo cliente Claudio Colangelo, romano di 61 anni.
I due, secondo la Ndtv, sono stati rapiti mentre facevano foto di donne locali presso un fiume. Il gruppo maoista che li avrebbe rapiti, prosegue la tv, avrebbe avanzato tra le richieste per la liberazione, quella del rilascio dei prigionieri politici e lo stop all’operazione Greenhunt, offensiva delle truppe governative contro di loro.

Sempre secondo la rete Ndtv, dietro al rapimento ci sarebbero i ribelli maoisti Naxaliti.
Il termine deriva dal villaggio di Naxalbari, nello Stato del Bengala Occidentale, dove nel maggio del 1967 scoppiò una rivolta di contadini poverissimi contro i latifondisti locali.
I Naxaliti sono accreditati di un esercito di circa 10-15 000 uomini riuniti nel People’s Liberation Guerrilla Army, espressione militare del Partito comunista indiano.

Il governatore dello Stato indiano dell’Orissa, Naveen Patnaik, ha lanciato un appello ai maoisti affinché rilascino “immediatamente” i due italiani rapiti per “ragioni umanitarie”, aggiungendo che solo dopo il loro rilascio “saremo disponibili a discutere” sulle richieste dei ribelli.

La Procura di Roma
ha aperto un fascicolo sul rapimento, sequestro di persona con finalità di terrorismo è il reato configurato dal sostituto procuratore, Erminio Amelio. Gli inquirenti sono in attesa di comunicazioni sulle modalità del rapimento e per questo motivo riceveranno un’informativa dalla Farnesina. Gli accertamenti saranno delegati ai carabinieri del Ros.