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domenica, Novembre 28, 2021

Vostok: saranno svelati gli interrogativi sul lago?

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Il lago Vostok, è il più grande lago subglaciale situato sotto la calotta di ghiaccio dell’Antartide (Polo Sud). Si trova nell’Antartide orientale, ed è un lago di acqua dolce.
Il lago fu scoperto dal geografo russo Andreji Kapitsa durante una serie di spedizioni scientifiche sovietiche che si tennero fra il 1959 e il 1964.
La sua esistenza fu confermata nel corso degli anni grazie alla combinazione di diversi dati, tra cui misurazioni radar che penetrarono nel ghiaccio profondo e misurazioni batimetriche radar dallo spazio.
L’esatta grandezza, grande come la Corsica, fu determinata  nel 1996 grazie al lavoro di scienziati russi e britannici che integrarono una serie di dati grazie all’utilizzo del radar.
A causa della sua posizione al di sotto del ghiaccio si tratta di uno degli ecosistemi più intatti e più antichi della terra: le sue acque ed il suo microambiente, formato da microorganismi e forse vegetazioni sconosciute, hanno probabilmente almeno 30 milioni di anni di età. Poiché il lago, a causa della sua temperatura media di −3 °C, superiore alla temperatura di fusione del ghiaccio alle pressioni a cui si trova il lago, non è completamente ghiacciato, è oggetto di ricerche attuali.

I lavori di esplorazione, interrotti per quasi 10 anni per il timore di una possibile catastrofe ecologica, sono ora giunti al termine: i ricercatori russi hanno raggiunto le sue acque, nascoste a circa 4000 metri di profondità.
Martin Siegert, direttore della Scuola di Geoscienze dell’Università di Edimburgo, come altri scienziati. sono preoccupati dalle possibilità di contaminazione delle acque e dal potenziale rischio di esplosione dato che lo specchio d’acqua presenta elevate concentrazioni di ossigeno e azoto.
L’idea dei russi e di usare il cherosene (costituente del petrolio) per impedire che il foro di esplorazione si chiuda, e che l’alta pressione a cui si trovano le acque del lago ne impedirà la contaminazione. Infatti, i ricercatori pensano semplicemente di forare il lago e di lasciare che l’acqua risalga nel foro e congeli, per poi prelevare campioni di questo ghiaccio. Secondo altri ricercatori si tratta però di un piano azzardato e anche pericoloso, perché la pressione nel lago è veramente alta e il lagoVostok potrebbe letteralmente esplodere attraverso il buco.

Per raccogliere i dati i ricercatori dovranno aspettare la prossima “primavera artica” per ritornare sul luogo e prelevare i blocchi di ghiaccio.

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