Incentivi rinnovabili: ridotti i contributi al fotovoltaico

Hanno scatenato molte polemiche i nuovi metodi per stabilire gli incentivi nel settore fotovoltaico, regolarizzati dal Decreto V Conto Energia, un decreto interministeriale presentato dai mininstri Catania, Clini e Passera.
È stato messo a punto anche un decreto speciale che consente di stabilire gli incentivi che favoriranno altre fonti energetiche rinnovabili che producono energia elettrica.
Agli incentivi è stato praticato un taglio del 32-36% .

Secondo gli addetti al settore, il testo presentato rischia di vanificare gli investimenti fatti in un campo innovativo come il fotovoltaico, nel quale l’Italia ha raggiunto ottimi risultati a livello mondiale, analizzando solo i costi e non anche i benefici che il fotovoltaico porta a livello economico e ambientale.
Infatti il fotovoltaico nell’arco di soli 5 anni ha creato oltre 120.000 posti di lavoro (diretti e indotti), la nascita di oltre 1000 nuove imprese,  generando un giro d’affari di oltre 15 miliardi di euro e un contributo fiscale annuo pari ad 1 miliardo di euro. A questi valori si sommano i benefici legati alla produzione energetica da fonte fotovoltaica, che oramai ha raggiunto il 7% dei consumi nazionali, al consistente risparmio di Co2 emesse e alle opere di bonifica dei tetti dall’amianto.

Aper, Assosolare, Ifi, Aes, associazioni che si occupano dl fotovoltaico, si sono presentate unite all’incontro tenutosi a Roma con gli organi tecnici della Conferenza delle Regioni, il cui parere consultivo risulterà determinante per licenziare lo schema del Decreto che dovrebbe entrare in vigore tra luglio e ottobre di quest’anno, quando sarà raggiunta la soglia dei 6 miliardi di euro di incentivi per questo settore.