Le accuse di Beppe Grillo nella copertina di Servizio Pubblico di Santoro

Ieri sera è andata in onda la puntata di Servizio pubblico con Michele Santoro. Tema centrale della serata è stato niente meno che l’antipolitica. La copertina di Servizio Pubblico è stata dedicata alle accuse di Beppe Grillo agli attuali partiti e le banche: “perché dobbiamo pagare le tasse per finanziare la spesa militare e i partiti?”. E sul governo Monti dice: “Questo omino della Bocconi, questo esorcista che fa un lavoro sporco, fa gli esorcismi alla rovescia. Invece di esorcizzare il capitalismo esorcizza le vittime del capitalismo. E’ un contabile, uno più uno fa due, poi se questo uno più uno fa due e comporta lo smaltimento dello stato sociale, lui fa uno più uno uguale due!”.

Beppe Grillo continua: “Ci stanno togliendo i diritti che mio nonno, tuo padre, le altre generazioni, hanno conquistato negli ultimi 100 anni. Ce li facciamo togliere da un banchiere del c… qualsiasi”. Grillo continua: “Questi politici vanno in tv a ridere e a parlare di come uscire dalla crisi, una crisi che hanno creato loro, perché sono lì da 40 anni”.

In studio interviene il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che ribadisce il suo pensiero sul leader del Movimento 5 Stelle: “Il problema non è Grillo. Il problema è che i partiti non si rendono conto del momento che viviamo”. E ancora: “Via i partiti dalla Rai, da Finmeccanica, dai cda”. Inoltre aggiunge: “O cambiamo le regole del gioco o questo vento ci spazzerà via tutti”. Insomma «non esiste destra o sinistra».

A confrontarsi su questi temi, , in studio, l’europarlamentare della Lega Nord Francesco Speroni, Giovanni Favia, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle in Emilia Romagna, i giornalisti del Corriere della Sera Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, il direttore del Manifesto, Norma Rangeri, e il caporedattore centrale del Messaggero, Stefano Cappellini.

Marco Travaglio, interviene durante la puntata ripercorrendo la storia del finanziamento pubblico ai partiti dal 1993 a oggi, andando contro sia nei confronti della destra che della sinistra.