Napoli: due vittorie consecutive…

Due vittorie, quattro reti all’attivo, e, udite-udite, zero reti al passivo! Sei punti, e a quattro giornate dalla conclusione del campionato, il Napoli rientra prepotentemente nella fatidica lotta per il terzo posto, che vale l’accesso ai preliminari di Champions’. Meriti nostri o demeriti altrui, poco importa. Siamo di nuovo lì, ed è obbligatorio provarci.

Si giocano due partite in pochi giorni, causa il rinvio della 33° giornata per la prematura scomparsa di Piermario Morosini. Di sabato sera, il Napoli anticipa contro il Novara, squadra ad un passo dalla matematica retrocessione. Occasione ghiotta per tornare al successo, dopo tre sconfitte consecutive. Obiettivo raggiunto con il minimo sforzo. Trentamila affezionati sugli spalti, sembra una tipica partita di fine anno. Ma non lo è, e la squadra lo sa, e la chiude con assoluta “tranquillità” nel primo tempo. Un errore in disimpegno del Novara offre a Dzemaili l’occasione di liberare Cavani per il più facile dei gol. Il Napoli passa in vantaggio, e chiude il match, con una rete del capitano Paolo Cannavaro, lesto a respingere in rete una ribattuta del portiere piemontese, dopo un tiro del Matador. Minimo sforzo e tre punti in saccoccia. La domenica successiva, le altre pretendenti al terzo posto, incappano in una giornata negativa, e la distanza comincia ad accorciarsi. La prova della verità, almeno la prima, è però il recupero della 33° giornata. In un mercoledì festivo, il Napoli sbarca a Lecce. I salentini sono reduci da una serie di risultati positivi, non ultimo il pareggio a Roma, con la Lazio. Intanto nell’anticipo delle 12:30 tra Novara e Lazio, “Pepito” Mascara, con una punizione perfetta, batte gli uomini di Reja, regalando tre punti “inutili” ai piemontesi, e nuove speranze ai suoi ex tifosi, che sabato sera gli hanno riservato un’ ottima accoglienza. Alle 15:00 tocca quindi al Napoli. Partita in discesa dopo appena cinque minuti: eurogol di Marek Hamsik, e Napoli in vantaggio. Il Napoli è messo bene in campo, soprattutto appare concentrato, equilibrato, e più in “palla. Mancano il Pocho, infortunato, e Pandev squalificato, e così come contro il Novara, è Dzemaili a completare il tridente offensivo. Sarebbe stata forse una scelta più felice, soprattutto nel match del San Paolo, vedere dal primo minuto il cileno Vargas, a cui invece Mazzarri riserva non più di 25 minuti, in ambedue le circostanze. Da sottolineare il rientro di Maggio. L’ala destra vicentina è una pedina fondamentale nello scacchiere azzurro. Il Napoli raddoppia a cinque minuti dall’inizio della seconda frazione. Paolo Cannavaro ferma Muriel e imbecca Cavani, il Matador si invola e fulmina il portiere pugliese: Lecce 0 – Napoli 2, e centesima rete in Italia per l’uruguaiano.

Sostanzialmente, la partita si chiude con la seconda marcatura partenopea. Controllo agevole, concentrazione, pochi errori, e altri tre punti, fondamentali, in cascina. Neanche il tempo di rifiatare, che sabato e martedì prossimi si riprende, contro la Roma all’Olimpico e il Palermo in casa. Ma parlare prima delle partite non si sposa con la mia scaramanzia. Per cui torniamo su quanto è ormai già passato. La vittoria in Salento, contro la squadra di Cosmi, è impreziosita dalla sconfitta della Roma, oltre che da quella già ricordata della Lazio; mentre lo scontro diretto tra Udinese e Inter vede la vittoria dei nerazzurri. La classifica è di difficile lettura: e noi non la leggiamo! Pensiamo solo a noi. Questa stagione è tanto altalenante, quanto particolare, originale. Il rammarico fondamentalmente resta: se società e squadra (incluso il mister) avessero avuto un pizzico di cattiveria, esperienza, in più, la stagione poteva essere sin da ora da incorniciare. Pur volendola promuovere, è lampante che sia ancora difficile darle un giudizio definitivo. Insomma la sufficienza è garantita, ma potrà diventare “buona”, mentre con qualche acquisto intelligente in più (in estate o a gennaio), o con qualche cessione in meno, forse poteva essere già “buona” e diventare ottima. E intanto il Chelsea, la squadra asfaltata al San Paolo, e a cui, diciamolo, abbiamo regalato la qualificazione ai quarti, è in finale di Champions’. Gioirne o soffrirne? Non pensarci, sarebbe l’ideale. Pensiamo esclusivamente a quest’ultimo scorcio di stagione, innalzandone il valore.