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martedì, Novembre 30, 2021

Parolisi non vedrà sua figlia fino a sentenza definitiva!

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Una decisione,quella del Tribunale di Napoli, che fa riflettere quando sui giornali leggevamo che il gup aveva concesso a Salvatore Parolisi il rito abbreviato. Attualmente il militare (accusato dell’omicidio della moglie Melania Rea) non potrà vedere sua figlia Vittoria in carcere, fino a sentenza definitiva di assoluzione o di condanna. Tuttavia è stata introdotta una novità, adesso anche la famiglia del caporalmaggiore potrà far visita alla bambina almeno una volta a settimana.

Quindi, a due giorni dell’udienza, la Corte di Appello di Napoli (sezione minorenni) ha accolto il reclamo avanzato dalla sospensione della patria potestà. Ricordiamo che nel giorno dell’udienza, che coincideva con l’anniversario della morte della povera Melania, la famiglia della vittima non partecipò, inviando una lettera alla Corte in cui si scusava augurando un buon lavoro ai giudici.

Il legale della famiglia Rea, Marco Capone: “Il procuratore generale ha insistito affinché venisse sospesa la patria potestà di Parolisi sulla piccola Vittoria, nonché le visite in carcere. Io ho insistito perché venisse decretata la decadenza dalla potestà per il semplice motivo che dal 2 dicembre ad oggi è cambiata la figura di Parolisi: fino a quel momento era sottoposto a indagini preliminari, ora invece ha acquistato la qualità di imputato e ha sulle spalle un’accusa terribile e infamante“.

Ovviamente la richiesta dei legali di Parolisi, circa l’inammissibilità del reclamo da parte della Procura è stata nettamente bocciata.

Il legali di Salvatore Parolisi: “Abbiamo letto i motivi per i quali la Corte d’Appello di Napoli ha ritenuto di sospendere la patria potesta’ a Parolisi. La stessa Corte, sostituendosi indebitamente al giudice dell’accertamento penale, e’ gia’ pervenuta alla sentenza di colpevolezza di Parolisi. Ci aspettavamo un’analisi piu’ approfondita e soprattutto una maggiore considerazione dei diritti della minore a vedere il padre perche’ ad oggi, niente e nessuno possono dire quale sia il bene di Vittoria; e – concludono Biscotti e Gentile – soprattutto la Corte ha dimenticato che ci sono bambini che fino a tre anni vivono con le madri in carcere“.

fonte dichiaraizone: AGI.it

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