Presidenziali francesi: Hollande e Sarkò, sfida apertissima…

Arrivano i dati definitivi del I turno delle elezioni presidenziali francesi. Come annunciato stanotte, vince ma non sfonda Hollande, primo con il 28,63% (10.273.582 voti). Il candidato socialista al ballottaggio del 6 maggio sfiderà, il presidente uscente Sarkozy, secondo con il 27,18% (9.753.844) , che perde ma non crolla. Terza Marine Le Pen con un altisonante 17,90% (6.421.773), risultato mai ottenuto prima da un candidato del FN. Dieci anni fa, infatti Jean-Marie Le Pen, papà di Marine, pur arrivando, a sorpresa, al ballottaggio con Chirac, si fermò al 16,86%. Quarto Melenchon, il candidato della gausce, con un 11,11% (3.985.298), al di sotto delle aspettative. Il centrista Bayrou chiude con un deludente 9,13% (3.275.349) rispetto a 5 anni fa perde la metà dei voti). Molto alto il dato dell’ affluenza,  ha votato il 79,47% (36.585.858) dei cittadini francesi aventi diritto (46.037.545 milioni).

Gli altri candidati: la verde Eva Joly ottiene il 2,31%, Dupont-Aignan (Debout la République, partito di ispirazione gollista) ottiene l’ 1,79%; a seguire l’anticapitalista Poutou con l’ 1,15%, la sindacalista Arthaud con lo 0,56%, chiude Cheminade(Solidarietà e progresso) con lo 0,25%. Le schede bianche e nulle sono 700119, pari all’ 1,52%.

Già nella serata di ieri, sono giunte le prime dichiarazioni a caldo dei protagonisti.

Il socialista Hollande parla di sconfitta cocente per il presidente uscente, (mai nella storia repubblicana della Francia un presidente uscente era stato battuto al primo turno). Hollande accusa l’avversario di aver frammentato l’opinione pubblica francese, inseguendo i temi cari alla destra estrema. Hollande si è poi definito il: “candidato di tutte le forze che vogliono chiudere un ciclo e ridare ai francesi la forza di costruire un futuro e un’Europa migliore, ri-orientandola verso la crescita e l’occupazione”.

Sarkozy che appare tutt’altro che pronto ad arrendersi, mette in risalto le angosce dei francesi, le paure che in qualche modo hanno condizionato il loro voto. Parlando poi ai suoi connazionali ha detto: “Mi rivolgo a tutti i francesi, che vogliono mantenere il loro stile di vita ed evitare di subire le conseguenze di altri paesi europei, spazzati dalla crisi”. Invita poi l’avversario a tre dibattiti, riguardanti i temi sociali, economici ed internazionali per far si che i francesi conoscano la verità, ma Hollande, sulla difensiva, parla di un unico dibattito.

Marine Le Pen, la “pasionaria nera”che con il suo FN è andata oltre ogni più rosea aspettativa, dichiara di essere l’unica vera opposizione alla sinistra illiberale, ma è sicura “questo non è che l’inizio”. Il primo maggio scioglierà le riserve, circa le indicazioni di voto al ballottaggio, ma sembra propensa a non schierarsi.

Melenchon definisce la sua esperienza la vera novità di queste presidenziali, e si schiera contro Sarkozy al ballottaggio. Un invito, non molto velato, ad appoggiare il socialista Hollande. Invito che viene fatto anche dalla candidata dei Verdi Eva Joly giunta al 2,31%.

Infine il centrista Bayrou, riconosce di aver ottenuto un risultato deludente. Il suo 9,13% potrà comunque aver notevole peso il 6 maggio, e contrariamente alle altre occasioni, il leader di MoDem dice che si schiererà, decidendo solo dopo aver ascoltato Hollande e Sarkozy.

Reazioni e commenti al voto francese arrivano anche dall‘Italia, soddisfatti i leader di centrosinistraBersani leader del Pd parla di ottimo risultato, e di nuove ricette alla crisi mondiale, dopo i pessimi risultati della destra. Esprimono valutazioni positive anche l‘Idv con Leoluca Orlando che parla di una nuova Europa dei cittadini e non più delle banche; e Sel con il suo leader Vendola, il quale si augura che al cambiamento francese possa far seguito uno europeo.

Sull’altro fronte Gasparri del PdL, il quale pur dicendosi contrario ad una valutazione semplicemente numerica di queste elezioni, ribadisce come la sinistra che potrebbe andare all’Eliseo, in verità è forza minoritaria, avendo il 40% dei voti, contro il 50% dei candidati di destra.