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martedì, Dicembre 7, 2021

Recensione film: Leafie – La storia di un amore

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L’amore non conosce differenze di razza o età, soprattutto se parliamo di una madre. In questo caso è l’amore di una gallina di nome Leafie, che scappa dal suo pollaio nel quale non riesce più a vivere, imbattendosi così in un piccolo anatroccolo orfano che decide di adottare, scaldando lei stessa l’uovo affinché si schiuda. Durante la fuga però scopre che il mondo esterno non è poi tanto meglio rispetto al luogo in cui è cresciuta, e si imbatte subito nei primi predatori come la donnola One-Eye.

Inizialmente il lungometraggio sembra aprirsi come un film horror, la donnola,  priva di un occhio a causa di un precedente scontro con il papero Wanderer, è pronta ad attaccare chiunque trovi sul suo cammino.

Il film d’animazione è diretto dal coreano Oh Seung-Yun, ispiratosi al romanzo di Hwang Sunmi. Quasi estranei al genere, questi coreani ci lasciano a bocca aperta e non ci stupiremo se a breve diventassero leader in questo campo, scavalcando i Paesi d’Occidente e il Giappone. I particolari della foresta, la fluidità dei movimenti catturano l’attenzione dello spettatore a 360°.

Una vera e propria epopea se si pensa che il piccolo anatroccolo, dopo aver perso i genitori, rischia anche di perdere le ali quando viene catturato dal proprietario dell’allevamento. Il soggetto del film non è dei più saldi, ma ovviamente è servito per calcare quello che il ciclo di vita di un individuo, del bambino in questo caso e dei desideri di libertà che avvolge una mente giovane e fresca che a tutti i costi cerca di preservare l’affetto e il rapporto madre-figlio. Riprende tuttavia film classici come quelli della Disney. La storia ci invita a fare un paragone con Bambi, bellissimo film quanto crudele tanto che il mago del pulp, un po’ horror, Quantin Tarantino dice: “L’unico film che mi abbia mai spaventato è Bambi, dopo averlo visto, all’età di sei anni, ho pianto interrottamente per ore ed ore“. Ed è la stessa cosa che faranno i bambini spettatori di Leafie. Ma forse è un bene dopo i tanti film sdolcinati che non riescono ad inviare nessun messaggio!

Comunque sia gli italiani si distinguono sempre per il loro romanticismo. Il sottotitolo originale del film, a livello internazionale, è “Una gallina in libertà“, in Italia: “La storia di un amore“.

L’ironia e il sarcasmo tuttavia non mancano, e questo obbliga la presenza di adulti in sala. Ma nonostante tutto possiamo dare un bel 9 a Leafie, che per le strane inclinazioni della vita si trova ad amare un figlio non suo, non per scelta quindi ma per istinto materno superando ogni sorta di ostacolo. Non è un film di paura ovviamente ma vero e dalla superficie ruvida. Niente sentimentalismi e ballate che confortano e incoraggiano. Qui gli animali con emozioni molto più che umanizzate si affiancano al pensare occidentale, ma con una maniera artistica prettamente orientale e gesti irriverenti che si avvicinano di più alla casa Dreamworks che Disney.

Citazione: Leafie sei una gallina fantastica, è da un po’ che volevo dirtelo.

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