Siria: ancora morti, Usa: “non escludiamo nessuna possibilità”

CronacaSiria: ancora morti, Usa: "non escludiamo nessuna possibilità"

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Sale la tensione in Siria, e vacilla sempre più il cessate il fuoco, imposto dall’ Onu, lo scorso 12 aprile. Nella giornata di ieri si erano contati 69 morti ad Hama, cittadina nel cuore del paese mediorientale. Oggi è la volta della capitale Damasco. Una prima esplosione, che si è avuta nel quartiere di Midan, ha provocato 11 morti e 28 feriti. Secondo le prime indiscrezioni si tratta di un attentatore suicida, che ha colpito i fedeli che uscivano da una moschea, dopo la preghiera del Venerdì. Una seconda esplosione si è registrata nella zona industriale della città, in questo caso non si contano vittime.

Intanto sul fronte diplomatico prosegue il lavoro di Kofi Annan, l’ex segretario dell’ Onu, inviato speciale nella regione. Lega araba ed Onu hanno difatti annunciato l’arrivo di 30 osservatori dell’ Onu entro il 30 aprile, e di 100 entro un mese, che avranno il compito di controllare l’effettiva realizzazione del piano di pace. Attualmente nel paese vi sono appena 13 osservatori, ma il numero è, come detto, destinato a salire. L’accordo raggiunto all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza dell’ Onu prevede infatti l’invio totale di 300 osservatori. La situazione in Siria, come denunciato dall’ agenzia Onu per i rifugiati, è sempre più critica. Dall’inizio delle rivolte contro il regime di Assad, si contano 65000 rifugiati nei paesi confinati, e 9000 morti.

Ad obiettare del buon esito del piano di pace, firmato Onu, Lega araba e portato avanti da Kofi Annan, sono gli Stati Uniti d’America. Hicks, sottosegretraio alla difesa, non usa mezze misure, bollando come fallimentare il piano dell’ Onu, non escludendo “piani alternativi per fermare le stragi”.  Rasmussen, segretario della Nato, condannando le violenze, è categorico: “l’Alleanza non ha alcuna intenzione di intervenire in Siria”. 

Vedremo nelle prossime ore l’evolversi di questa delicatissima vicenda, in quel medio oriente, da sempre focolaio di violenza, disperazione e morte.

 

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