Calcioscommesse, blitz azzurro. Arrestati Mauri e Milanetto, indagato Conte

Dall’esaltazione per il rinnovo come allenatore della Juventus, alla disperazione di ‘calcioscommesse’, Antonio Conte è indagato per associazione a delinquere alla frode e alla truffa sportiva. Per lo stesso reato è stato indagato e perquisito, Domenico Criscito, difensore Azzurro, infatti gli agenti hanno fatto un blitz al ritiro della Nazionale, presso il centro sportivo di Coverciano.

LA POLIZIA DI CREMONA – “Dalle prime luci dell’alba, gli uomini della Polizia di Stato di Cremona, Brescia, Alessandria, Bologna e del Servizio Centrale Operativo (Sco) stanno eseguendo 19 provvedimenti restrittivi e numerose perquisizioni in Italia e all’estero nei confronti di appartenenti ad una organizzazione transnazionale dedita alla combine di partite di calcio (match fixing), operante in Italia e in diversi Stati esteri“.

Quindi sarebbero diciannove i provvedimenti restrittivi nell’ambito dell’inchiesta ‘Last Bet’ (ultima puntata, ndr) emssi dal gip del tribunale di Cremona Guido Salvini. Si tratta di vere e proprie partite truccate che alcuni calciatori dediti alle combine degli incontri di calcio. Gli investigatori avrebbero ricostruito l’intera vicenda e calciatori come Mauri e Milanetto in cambio di denaro avrebbero combinato gli incontro delle proprie squadre. Nelle indagini sono presenti dei veri e propri resoconti risalenti a date precise, come quella del 10 maggio scorso, con accordi presi in un ristorante genovese (qualche giorno prima del match Lazio-Genoa), in cui parteciparono Criscito, l’attaccante del genoa Sculli, che però non viene sfiorato dalla mano del gip, e un pregiudicato bosniaco più due dei maggiori esponenti degli utlrà genovesi.

Di seguito vi elenchiamo tutti gli arresti e le ordinanze di custodia cautelare:

STEFANO MAURI (giocatore della Lazio – custodia cautelare in carcere)
OMAR MILANETTO (ex giocatore Genoa, ora al Padova – custodia cautelare in carcere);
KEWULLAH CONTEH (ex giocatore del Piacenza – obbligo presentazione);
JOSE INACIO JOELSON (giocatore del Pergocrema – arresti domiciliari);
ALESSANDRO PELLICORI (giocatore svincolato del Queen’s Park Rangers – custodia cautelare in carcere);
PAOLO DOMENICO ACERBIS (giocatore del Vicenza – custodia cautelare in carcere)
IVAN TISCI (ex calciatore – custodia cautelare in carcere);
FRANCESCO RUOPOLO (calciatore del Padova – obbligo presentazione);
MARCO TURATI (giocatore del Modena; custodia cautelare in carcere);
CRISTIAN BERTANI (ex giocatore del Novara, ora alla Sampdoria – custodia cautelare in carcere);
ZOLTAN KENESEI (cittadino ungherese, già detenuto in Ungheria);
MATYAS LAZAR (cittadino ungherese già detenuto in Ungheria – custodia cautelare in carcere);
LAZLO SCHULTZ (cittadino ungherese già detenuto in Ungheria – custodia cautelare in carcere);
LASLO STRASSER (cittadino ungherese – custodia cautelare in carcere);
ISTVAN BORGULYA (cittadino ungherese – custodia cautelare in carcere)
VITTORIO GATTI (custodia cautelare in carcere)
LUCA BURINI (arresti domiciliari);
DANIELE RAGONE (arresti domiciliari).

Beh diciamo che è un bel bottino nelle mani di questa inchiesta. A SkyTg24 Raffaele Grassi dirigente SCO (servizio centrale operativo) riferisce: “In questa nuova tranche dell’inchiesta sono emerse manipolazioni di partite di A del campionato 2010-2011, tra cui Lazio-Genoa e Lecce-Lazio“. Insomma una vergogna per parte del campionato di Serie A italiano e l’ulteriore delusione è legata al fatto che anche gli ultrà sono coinvolti oltre ai cittadini di nazionalità straniera che assumevano la parte di ‘cellulla’ diventando così portavoci ufficiale al boss di questa organizzazione criminale, ovvero il Eng Tan Seet (singaporiano), già colpito da un’ordinanza di custodia cautelare nel dicembre 2011. Poi tale cellula sembrerebbe essere stata sostituita da un gruppo di ‘zingari’ anche questi decimati negli arresti già in precedenza, ma nonostante tutto sembra che questo non abbia fermato i calciatori e compagnia cantante a vendere truccare le partite e prendere in giro l’intero mondo del calcio compreso i tifosi.

Anche per il calciatore del Chievo Sergio Pellisier, non c’è da esultare visto che stamattina è stata perquisita la sua casa a Fenis e quella di Verona. Sequestrati all’interno delle abitazioni computer, ipad e pen drive che verranno messe a disposizione per gli inquirenti circa tutta la faccenda dell’inchiesta.