Cassazione: Carlo Ruta assolto, i blog non sono stampa clandestina

La vicenda trova i suoi natali nella persona di Carlo Ruta. Storico, giornalista e blogger siculo, fu condannato, ad oggi assolto, del reato di ‘stampa clandestina‘ per il quale, i Giudici,  lo avevano ritenuto colpevole. Ma ‘Il fatto non sussiste‘ per la Corte di Cassazione che ha annullato le precedenti decisione prese dai Giudici in primo e secondo grado, e così facendo hanno rinviato una minaccia che sembrava incombere nell’etere italiano.

Il reato sulla ‘stampa clandestina‘ è previsto dalla legge, ma erano ormai trent’anni che nessuno veniva condannato e il blog di Carlo Ruta è chiuso dal 2004. Ovviamente tale sequestro è legato ad una vicenda particolare che poi è andato ad intaccare l’intero blog, in pratica il blogger avrebbe pubblicato dei documenti relativi all’assassinio del giornalista Giovanni Spampinato, ucciso a Ragusa nel 1972 a soli 22 anni. Ma oltre a questo post l’attività portata avanti da Ruta, per i giudici, era equivalente alla produttività di un quotidiano cartaceo, quindi avrebbe dovuto registrarlo regolarmente come testata telematica al Tribunale di competenza.

Tuttavia i difensori di Ruta hanno fatto notare come in realtà l’attività del blog non era paragonabile ad una testata on line visto che gli aggiornamenti non erano continui, ma raccoglieva, appunto, solo dei documenti. Comunque sia ancora oggi è difficile decifrare la decisione presa tempo fa di chiudere un blog del genere. Tanto potere ai magistrati che ha volte ammazzano delle vere e proprie esperienze informative. Il ‘Caso Ruta‘ è uno dei tanti in Italia che improvvisamente si vedono chiudere i propri spazi senza una spiegazione esaustiva, aspettando poi anni e anni affinché gli venga ridato il potere di tornare a pubblicare e creare opinioni con pezzi scritti di proprio pugno. Insomma sembra sia diventata una moda chiudere blog e forum come se si giocasse a mosca cieca.

Un altro esempio è quello di WebTv PNBOX che non ha mai pensato di svolgere il mestiere di giornalista e nè l’ha svolto, ma è stato tuttavia contestato dai giornalisti del Friuli Venezia Giulia, davanti alla procura della Repubblica di Pordenone anche se la sua era solo una piattaforma di aggregazione e pubblicazione dei contenuti audiovisivi.

Da quanto si apprendere dal sito di Fulvio Sarzana, avvocato e blogger che scrive anche su ‘Il Fatto Quotididano‘, la difesa si Ruta, rappresentata dall’Avv Arnone, ha invece evidenziato l’illogicità dell’equiparazione ( e della conseguente responsabilità per stampa clandestina di chi non registra il proprio blog) fra testate giornalistiche e blog che, di fatto obbligherebbe migliaia di blogger a registrarsi presso la cancelleria del tribunale competente.

Durante l’arringa il  difensore di Ruta  ha anche svelato di aver ricevuto una comunicazione dall’On. Giuseppe Giulietti, relatore della norma sull’editoria del 2001, che gli avrebbe confermato che i blog non rientrano, né intendevano essere inclusi, nella nozione di prodotto editoriale, e che ciò risultava evidente dalla lettura della relazione preparatoria alla legge sull’editoria, ricevendo peraltro, come risposta dal presidente del Collegio, l’invito ad attenersi al concetto giuridico di “prodotto” editoriale risultante dalla norma, l’unico elemento in grado di essere valutato, secondo il Presidente, dal Collegio.