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martedì, Novembre 30, 2021

Prima puntata di ‘Quello che (non) ho’ con Roberto Saviano e Fabio Fazio

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Ieri sera è ondata in onda, su La7, la prima delle tre puntate di ‘Quello che (non) ho‘ con Fabio Fazio e Roberto Saviano. Il programma ha ottenuto il 12,66% di share, tenendo incollati per tre ore davanti alla televisione ben 3 milioni e 36 mila spettatori, un vero e proprio record per La7!

Il valore della parola è il tema centrale del programma e, sul palco,  molti ospiti sono intervenuti raccontando una parola alla quale si sentono particolarmente legati. Tra di loro, l’attore Pierfrancesco Favino, ha elencato delle parole che non vorrebbe mancassero nella vita di sua figlia, che nascerà tra pochi giorni e a lei sono state dedicate. L’attore, ha concluso visibilmente emozionato dicendo: “Le ho messe in ordine sparso, così come mi venivano. Ma se tu riesci a metterle almeno un poco in ordine ti avvicinerai molto alla parola vita”.

Pupi Avati  ha scelto la parola ‘sempre’, Cesare Moreno ‘sputo’, Ermanno Rea ‘impossibile’, Carlin Petrini ‘terra’, Erri De Luca ‘ponte’, Maurizio Landini ‘freddo’, Massimo Gramellini ‘forza’, riferendosi alla Kraft. A Gad Lerner e Marco Travaglio è stato affidato il compito di confrontarsi su politica e antipolitica. Yvan Sagnet, uno studente di Torino, ha scelto come parola ‘pomodoro’, mentre la giornalista iraniana Lila Azam Zanganeh, ha raccontato la parola ‘bacio’.

La prima parola scelta da Roberto Saviano è stata ‘interloquire’: «Dicemmo che la ’ndrangheta cercava di interloquire con tutti i partiti, anche con la Lega. Si arrabbiarono tutti. Ci dissero che era inammissibile pensare una cosa del genere. Invece il tesoriere della Lega interloquiva eccome. Conosceva benissimo i broker del clan De Stefano… Che bello se invece di arrabbiarsi, avessero avuto voglia di interloquire con la procura antimafia o magari nessuno della Lega sapeva che il suo tesoriere interloquisse con la ‘ndrangheta, chissà! Quindi interloquire è una parola che non può piacere ma è vera».

Qui ha inizio il primo monologo di Roberto Saviano che ha scelto un tema che più che mai come in questo periodo è, purtroppo, continuamente sulle prima pagine di cronaca: i suicidi legati alla crisi economica. «Al lavoro è associata una parola terribile: suicidio. Sempre più suicidi sono legati alla crisi economica. A cadere sono le imprese che si sono sempre comportate bene, sono le più esposte, che pagano per errori che non hanno commesso. Ancora una volta a guadagnarci sono le mafie», ha dichiarato Saviano.

A stemperare il clima è stato l’intervento della frizzante Luciana Litizzetto che ha scelto come parola ‘donna’, chiudendo il suo discorso con una riflessione sulla violenza sulle donne: «Un uomo che ti mena è uno stronzo e basta. Dicono che cambiano, ma non è vero, dobbiamo dire no…  Ci dirà cose di ogni colore, cattiverie che mai avremmo immaginato ma ce le dirà da viva, e questo è sicuramente meglio». Non è mancata la musica con Elisa, il cantautore jazzy Raphael Gualazzi e i Litfiba che hanno reinterpretato la canzone di Fabrizio De Andrè ‘Quello che non ho’.

Particolarmente toccante è stato il secondo monologo di Roberto Saviano sulla strage di Beslan, in Ossezia Settentrionale, dove un gruppo di terroristi ceceni hanno tenuto in ostaggio 1200 persone, la maggior parte bambini, sottoposti alla tortura del caldo, della sete e delle bombe. Sono 334 le persone che hanno perso la vita. Ma l’attenzione di Saviano si rivolge in particolare al comportamento dell’esercito, che non ha esitato ad aprire il fuoco e dà voce ai genitori che hanno perso i loro figli e che da questo brutto giorno, 1° settembre 2004, non smettono di chiedere giustizia.

Tre ore di spettacolo che sono scivolate rapidamente verso la conclusione, passando da un argomento all’altro con totale semplicità. Appuntamento stasera, quindi, per la seconda puntata di ‘Quello che (non) ho’ su La7 alle 21.10!

 

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