Provenzano: dubbi sul tentato suicidio


Nella tarda notte di mercoledì, nel carcere di Parma dove è rinchiuso nella sezione per i detenuti in regime di 41 bis, Bernardo Provenzano, il «capo dei capi» della mafia siciliana, avrebbe tentato il suicidio infilando la testa in un sacchetto di plastica e sarebbe stato salvato dalla prontezza delle guardie carcerarie.
La notizia è filtrata dopo oltre 24 ore e secondo il Dap (Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria del ministero di Giustizia) il tentativo di suicido non è altro che una farsa del boss per dimostrare di avere problemi mentali.
Sottoposto recentemente a perizie che hanno stabilito che è in grado di intendere e di volere, Provenzano già da giorni avrebbe cercato di dimostrare la propria pazzia.

Rinchiuso da un anno nel carcere di Parma, dopo il trasferimento da quello di Novara, «Binnu u tratturi» ha 79 e fu arrestato l’11 aprile 2006 a termine di un lungo periodo di latitanza durato oltre 43 anni.
Convive con varie patologie, tra cui un tumore alla vescica diagnosticato nel 2011.

Stamattina il boss ha rinunciato a presenziare in videoconferenza al processo per un triplice omicidio del quale è imputato a Palermo.