Siria news: espulsi gli ambasciatori dai paesi occidentali

La strage di Hula, in Siria, sembra segnar il punto di non ritorno. La diplomazia occidentale reagisce all’eccidio, che ha provocato la morte di oltre 100 civili, espellendo gli ambasciatori siriani dai propri territori. Italia, Usa, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Svizzera, Australia e Canada hanno annunciato la loro volontà di espellere i rappresentanti siriani. La Farnesina ha espulso l’ambasciatore Hasan Khaddour, definendola persona non grata. 

Sul massacro di Hula, si sono susseguiti i botta e risposta tra i seguaci di Assad e i ribelli. Alcuni dei superstiti, al personale delle Nazioni Unite, ha raccontato di esecuzioni sommarie compiute da milizie filo-governative. L’artiglieria avrebbe ucciso circa una ventina di persone, le altre sarebbero state uccise con delle successive incursioni casa per casa, e in molti casi le vittime sarebbero state uccise a coltellate, dai paramilitari vicini ad Assad.

Lo stesso presidente siriano non demorde, accusando i ribelli della strage. Assad nel colloquio avuto con Annan, inviato di Onu e Lega araba, ha denunciato la presenza di gruppi terroristici, che sul territorio siriano stanno portando avanti uccisioni e sequestri. Assad ha poi ribadito che: “il successo del piano di pace dipende dalla fine del terrorismo, di coloro che lo appoggiano e che favoriscono il contrabbando di armi”. Dal canto suo Annan ha espresso ad Assad la preoccupazione internazionale per le violenze in Siria: “Il governo e i paramilitari devono fermare ogni operazione, e tutti gli stati influenti devono favorire lo stop alla carneficina”.

La Russia, tradizionale alleata del regime siriano, preferisce in questo caso mantenere una posizione equidistante. Per Mosca infatti, ambedue le parti in causa, hanno delle responsabilità sull’eccidio. Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha quindi ribadito la richiesta a tutte le parti in causa di porre un freno alle violenze, senza ulteriori indugi.

Gli Usa escludono per ora un intervento armato, pur restando scettici, circa la possibilità di collaborare con Assad. La volontà americana è di continuare a pressare e isolare il presidente siriano, dimostrandogli che il suo atteggiamento non può esser tollerato dalla comunità internazionale.

E se gli Stati Uniti escludono l’opzione militare, non dello stesso avviso il neo-inquilino dell’Eliseo Francois Hollande “L’intervento non è escluso a condizione che si faccia nel rispetto del diritto internazionale, vale a dire con l’avallo dell’Onu”. Il presidente socialista continua: “dobbiamo convincere la Cina e la Russia della necessità di una nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per fermare la repressione”.

E intanto nel paese mediorientale si continua a morire, nell’ultimo week-end, altri due civili e tre militari hanno perso la vita tra Hama e Homs e Aleppo.