Teatro Totò, il successo della compagnia ‘Il girone degli attori’ con “Solo si se ferma ‘o Core…”

Un vero successo per la compagnia ‘Il Girone degli attori’ con la commedia ‘Solo si se Ferma ‘o Core…’, rappresentata al Totò di Napoli per la IV edizione del ‘Festival del Teatro Amatoriale’. Loro, che con molta umiltà, non si definiscono professionisti ma ‘amanti dell’arte‘ hanno riscosso un notevole consenso da parte del pubblico, e nonostante i temi forti e difficile da inscenare sono riusciti a tenere alta l’attenzione della platea che ha gradito l’intera messinscena. Con ironia e comicità, la compagnia dei giovani talenti, smorza quello che è il volto della realtà meridionale fatta di una quotidianità pesante tanto da far sembrare che la normalità sia la vera rivoluzione.

Attori in grado di cucirsi addosso dei ruoli che calzano meglio di una seconda pelle, ci guidano in un percorso in cui molti di noi riusciranno ad identificarsi. La storia è quella tipica di una famiglia del sud, composta dalla madre apprensiva che ha il volto di Ida Carreri e i tre figli: filosofo/secchione Giacinto (Armando Iodice), Antonio (Gaetano Punzo) lo scansafatiche della situazione che in testa ha solo pallone e Playstation e infine ‘Angelica’ (Anna Iodice) l’eterna sognatrice.

Con humor tipicamente partenopeo e con tanto di dialoghi in stile ‘botta e risposta‘, degni di una comedy americana, si fanno spazio personaggi reali e un po’ assurdi, esasperati quanto reali come quello di ‘Giacinto‘ e i suoi tic nervosi alla madre allarmista ma che suscita simpatia a priori, o ancora la dottoressa svampita che tutto sembra essere tranne che un medico, per non parlare del marito di una delle comari, ovvero Carmine (Vincenzo Giugliano), che parla solo per proverbi e attraverso i quali viene dipinto un ritratto commovente ed emblematico di una giovane donna, Angelica (Anna Iodice) che con la semplice fedeltà ai propri sentimenti e valori oppone resistenza a chi non li condivide alla sua maniera, con il triste epilogo che è inutile mettersi contro il districarsi degli eventi della vita stessa. Vivere quindi come se ogni giorno fosse l’ultimo visto che il mondo segue le sue regole e non le nostre e che noi siamo qui solo di passaggio.

Ma ora vi lasciamo all’intervista in stile’ ‘family‘ che gli attori ci hanno concesso prima di andare in scena.

Parlaci un po’ del tuo personaggio, della commedia in generale che ha come tema portante le ragione del cuore, del cuore di Angelica in questo caso, interpretato da te (Anna Iodice) che oltre ad essere la protagonista sei anche la regista:

E’ una commedia in due atti, che ha noi piace definire ‘uno scrigno di emozioni‘ per la sua capacità di toccare i vari tasselli del cuore e della mente. Spazia nel quotidiano dagli avvenimenti più frivoli, banali e scherzosi come il contrasto tra fratelli, situazioni difficili di tutti i giorni, ma va anche a toccare le ragioni profonde della vita come l’innamoramento, l’amore  stesso e purtroppo una nota dolente che è la morte e che inevitabilmente ci appartiene. Così si snoda la risata che pian piano si trasforma in uno scrigno di emozioni, in questo caso è la storia d’amore che si svolge tra Angelica e Ciro, un amore sincero e profondo contrastato però dalla dualità di due pensieri differenti. Angelica è la classica ragazza che vuole coronare il suo sogno d’amore con il matrimonio, una donna con la testa sulle spalle e responsabile, che progetta un futuro concreto insieme al suo Ciro, un cantante, uno che scrive, portato più a sognare e distratto da quello che è la vita reale, la vita che Angelica sogna di vivere con lui per fare dell’amore non un punto di partenza, ma un punto di arrivo.

Quali sono le emozioni che stai vivendo stasera, visto che venite da un bel successo campano?

L’emozione è sempre la stessa ogni volta, e nonostante la ‘tremarella’ e la paura di rimanere immobili è proprio quella che ti dà la spinta per dare il meglio di te, anche nel rispetto di tutto il lavoro che c’è dietro, quello dei nostri compagni attori, della scenografia, in questo caso curata da Angela Magno. L’emozione è importante, perché è qualcosa di positivo in quanto ti dà uno slancio e non un freno.

Visto che hai accennato alla scenografia, ne vogliamo parlare? E’ curata nei minimi dettagli nonostante sembra esserci l’essenziale. Lo stile di questi dipinti moderni e contemporanei tuttavia fanno pensare ad un’arte povera, perché la scelta dei girasoli di Van Gogh, quello più ‘familiare’ rispetto agli altri?

Abbiamo scelto di portare i girasoli in scena perché semplicemente sono i fiori preferiti di Angelica. Per quanto riguarda l’intera scenografia bisogna dire che c’è tanto lavoro e non solo in questa serata, ma c’è l’impegno di Angela Magno che per giorni l’ha custodita in garage e poi ripristinato, senza scordare il lavoro di Vincezo Iodice, mio padre, per montare le scene e quindi fa piacere che si noti la cura.

Come prepari i tuoi personaggi in genere, seguite un iter?

La forza della nostra compagnia è il partire dall’idea concreta, quella palpabile del nostro autore, in questo caso Armando Iodice, ma comunque ci preserviamo di lasciare in totale libertà ogni singolo attore così da potersi esprimere senza vincoli; con la partecipazione attiva si arriva sempre a qualcosa di più bello. L’idea del ruolo è arricchita poi dal modo di pensare, di vedere e dalle critiche di ognuno di noi, un vero e proprio  lavoro in itinere – tra una risata e l’altra aggiunge Angela Magno (scenografa/attrice, ndr).

Ora parliamo con te Armando, autore, regista e attore della commedia. Descrivici il tuo di personaggio!

Il mio personaggio è Giacinto, molto caratteristico nelle movenze, nella voce e molto più reale che teatrale. Giacinto è uno studioso di filosofia che per vari motivi non riesce mai a studiare e molti giovani partenopei si identificheranno nelle sue difficoltà a concentrarsi, in quanto troppo distratto dal caos famigliare e cittadino, il citofono e il telefono che squillano senza sosta, venditori ambulanti che disturbano continuamente, fin quando non c’è la facciamo più e optiamo per posti più tranquilli come la biblioteca… ed ecco… quello siamo tutti noi. Giacinto in realtà è uno dei personaggi più buffi dell’intera commedia e serve proprio a smorzare dei temi difficili affrontati in questo contesto, visto che lui è un filosofo e ci racconta, insieme agli altri personaggi, della vita, della morte, ci parla insomma delle necessità di far finta che determinate situazioni non ci appartengono; ma lui insieme agli altri, tra una risata e l’altra, ci lancia dei messaggi.

  

 

 

 

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Bene Armando ma questo personaggio, o magari altri che hai interpretato, ti ha lasciato o insegnato qualcosa? Grazie a lui sei riuscito a scoprire un lato del tuo carattere che prima ignoravi?

In realtà sono molto affezionato al personaggio di Giacinto, perché sono io nella vita per quanto riguarda la situazione poco agibile della mia abitazione quando si tratta di studio e concentrazione;  in verità l’ho scritto pensando ad un altra persona che come me studia  filosofia ma già laureato a pieni voti (lo dice sorridendo, ndr), sto parlando di Giuseppe Russo che in questa commedia vestirà due ruoli, quello di Ciro, cantante, scrittore e fidanzato di  Angelica, e Uccellesco un altro personaggio bizzarro. Ma per esigenze di scena  l’ho interpretato io, visto che richiedeva particolare attenzione in quanto presente per tutta la durata della commedia. Quindi ho dovuto poi appropriarmi di certi atteggiamenti, come i tic di questo filosofo che inizialmente doveva essere un personaggio prettamente aulico che non si lasciava sfiorare dalle situazioni circostanti, però poi alla fine abbiamo stravolto lo stesso Giacinto e infatti lui è nervoso, si arrabbierà fino a portarlo all’esasperazione buttando fuori tutto quello che ha dentro.

E invece il personaggio de ‘La signorina Luisa’ sembra essere ancora tipico della realtà napoletana,  parliamone un po’ (Angela Magno risponde):

Il mio personaggio, quello di Luisa, è la classica comara, sempre accompagnata da la seconda comara, le disturbatrici di questa famiglia. E’ facile intuire che sono la zitella, accompagnata da Filomena (Valentina Ilardo) tuttavia diversa da me, lei è sposata e grossa in tutti sensi tanto da dare ordini visto che sono la sciocca della situazione, la distratta tanto da far innervosire un po’ tutti addirittura la mia compagna di ‘inciuci’. Grazie a questo ruolo mi sono comunque divertita tantissimo e mi sono identificata nel senso inverso dello studente, non sono più io quella ad essere disturbata ma bensì quella che infastidisce!

Inoltre vale la pena citare le musiche eseguite da Antonio Esposito, del gruppo ‘Terrasonora’, voce di Francesco Ferrara e testi di Armando Iodice che a passo lieve ma intenso introducono il primo atto della commedia; e noi di news 24h | magazine facciamo un grande in bocca al lupo all’intera compagnia in gara alla IV edizione di questa manifestazione teatrale circa la premiazione come miglior spettacolo che avrà accesso al FESTIVAL ‘RIDERE’ c/o il Maschio Angioino.