Aldrovandi: condannato privo di dignità. Avvio provvedimento disciplinare

CASO ALDROVANDI – Sono passati quasi 8 anni dalla scomparsa di Federico Aldrovandi, il ragazzo morto per mano di un ‘eccesso colposo in omicidio colposo’ da parte di quattro poliziotti. Il ragazzo, quella sera, del 25 settembre 2005, mentre rientrava da una notte trascorsa in un locale bolognese, sembrava essere sotto effetto di stupefacenti e imbattendosi così in alcuni agenti di polizia, che lo definivano ‘invasato’ anche se si trattava di “quantità irrisorie e sufficienti a procurare uno sballo leggero e di breve durata“, ha trovato la sua fine. Ma davvero Federico era così su di giri tanto che servissero 4 componenti delle forze per cercare di fermarlo? Il corpo di Aldrovandi c’è lo ricordiamo bene, massacrato con 54 lesioni e pieno di ecchimosi e ci è difficile immaginare che il ragazzo sia deceduto per “insufficienza miocardica contrattile acuta […] conseguente all’assunzione di eroina, ketamina ed alcool “. 

I quattro poliziotti, tuttavia, dopo un iter giudiziario durato per troppi anni, con vari tentativi di depistaggi nelle indagini, il 21 giugno scorso sono stati condannati confermando la prima decisione della Corte di Cassazione, ovvero a 3 anni e 6 mesi di reclusione. In tutti questi anni i poliziotti non sono stati sospesi dalla loro attività e la madre della vittima aspetta ancora la decisione più importante “il licenziamento dei poliziotti come ci era stato annunciato dal capo della Polizia Manganelli“. Queste dichiarazioni arrivano da una delle ultime trovate di uno dei condannati ‘Paolo Forlani‘.

LA VERGOGNA – L’uomo appena dopo la condanna definitiva ha postato sul gruppo Facebook della ‘Prima Difesa‘ “Frasi vergognose e gravemente offensive” nei confronti della madre di Aldrovandi, Patrizia Moretti; almeno è quanto dichiarato dal ministro Annamaria Cancellieri. Il ministro dispone “dell’immediato avvio di un procedimento disciplinare per sanzionare l’autore del gravissimo gesto“. Ovviamente le frasi sono state prontamente eliminate dal social network ma comunque ne rimane una traccia nella memoria di chi le ha lette “Che faccia da c… aveva sul tg, una falsa e ipocrita, spero che i soldi che ha avuto ingiustamente possa non goderseli come vorrebbe, adesso non sto più zitto dico quello che penso e scarico la rabbia di sette anni di ingiustizie“. Paolo Forlani fa riferimento ai 2 milioni di euro che la famiglia della vittima ha ricevuto come risarcimento dal ministero degli Interni.

Dopo queste dichiarazioni subito è nata una polemica, oltre alla querela che la donna ha esposto ai Carabinieri di Ferrara. Tutto il mondo dell’Associazionismo si è schierato a favore dell singnora Moretti, e a questo punto ci si aspettano seri provvedimenti da parte del capo della Polizia Manganelli. Anche Amnstey International è vicina alla famiglia di Aldrovandi, si è trattato di: “un lungo e tormentato percorso di ricerca della verità e della giustizia. Solidarietà e vicinanza ai familiari di Federico Aldrovandi, che in questi anni hanno dovuto fronteggiare assenza di collaborazione da parte delle istituzioni italiane e depistaggi dell’inchiesta“.

LA DONNA – “Ben venga il procedimento per quelle frasi e quelle parole, commenti che sentiamo ormai da troppi anni, che ci sono sempre stati, ma venuti ora alla luce a livello nazionale casualmente e solo perché li ho denunciati. Ma il vero intervento che io e noi familiari di Federico attendiamo dal ministro è il procedimento disciplinare che porti al licenziamento degli agenti condannati per la morte di mio figlio: un procedimento che ci era stato annunciato dal capo della polizia Manganelli, che sarebbe stato aperto automaticamente dopo la sentenza definitiva ma che non era in grado di prevederne l’esito“.