Blitz Guardia di Finanza: parrucchieri cinesi, prestanome e scarsa igene

Tempi magri anche per i cinesi, la Guardia di Finanza ha effettuato un blitz nei loro negozi di parrucchieri a seguito di 28 denunce con la conseguenza di multe salatissime. Oltre a gravare in una scarsa igiene erano provvisti di un direttore tecnico fittizio tramite il quale esercitavano la professione senza alcun tipo di qualifica.

In totale sono 13 i negozi gestiti dai cinesi a Torino con titolari italiani che fungevano da prestanome, e per questo motivo sono stati denunciato per il reato di falso ideologico in atto pubblico continuato ed in concorso.

SERVIZIO CINESE, PRODOTTI CINESI – La giornata di oggi vede le fiamme gialle concentrata proprio sulle attività (le mille attività, ndr) svolte dai cittadini (?) orientali. A Grosseto con l’aiuto del Comando di Polizia Municipale, i militari della Finanza hanno perquisito altre attività commerciali gestite da cinesi e in questo caso si parla di cosmetici, circa 150 confezioni di prodotti privi di etichettatura o indicazioni in lingua italiana e una serie di violazioni circa le norme e leggi da seguire in materia igienico-sanitarie, oltre a non avere autorizzazione di alcun tipo. Attualmente le confezioni ritirare sono tutte sotto sequestro amministrativo e intanto sembra che qualcuno si sia svegliato…