Esodati: balletto sui numeri

La vicenda, per certi versi drammatica, relativa ai cosiddetti “esodati” sembra non avere fine. Il motivo del contendere, tra Governo e parti sociali, è rappresentato soprattutto dal numero dei lavoratori coinvolti.

Secondo recenti stime dell’Inps, contenute nella relazione dell’istituto di previdenza nazionale al Ministero del Lavoro, il numero dei salvaguardati si aggirerebbe attorno alle 390.000 unità. Cifra di gran lunga superiore a quella prevista dal ministro Fornero nel decreto, con il quale si conta di porre rimedio alle conseguenze negative della riforma previdenziale sulla situazione di quei lavoratori, che avevano sottoscritto accordi per la transizione, anticipata di due anni, verso la pensione. Con l’entrata in vigore della nuova normativa, in materia di età pensionabile, c’è il rischio concreto che questi lavoratori restino per anni senza stipendio e senza pensione.

Secondo il segretario generale della Cisl, Bonanni, la disparità di cifre dipenderebbe da un ulteriore errore del ministro Fornero, che avrebbe arbitrariamente stabilito la salvaguardia solo per i lavoratori, che hanno stipulato gli accordi entro il 4 dicembre, mentre la possibilità di chiuderli era prevista fino alla fine dell’anno passato. Il ministro Fornero non ha nascosto la sua irritazione per le stime dell’Inps, ed ha convocato immediatamente i vertici dell’istituto, che comunque nella serata di ieri ha provveduto a rettificare i suoi dati, uniformandoli a quelli previsti dal Ministero del Lavoro (65.000 salvaguardati).