Gay Pride Napoli 2012: sfilata nella città partenopea

Il Gay Pride Napoli 2012, partirà domani alle 16.30, da Piazza Cavour. La sfilata, che percorrerà la città toccando piazza Dante, piazza Carità, piazza del Plebiscito e via Parthenope, terminerà presso le terme di Agnano dove è stato organizzato il party ufficiale dai Criminal Candy.

L’assessore Pina Tommasielli, ha commentato così la manifestazione: ‘E’ un importante evento dal valore simbolico perché dimostra l’attenzione ed il sostegno del Comune alla lotta per i diritti di tutti ed a favore tutti‘. All’evento, prenderanno parte il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, Ornella Muti, Vladimir Luxuria, Maria Mazza, Naike Rivelli e Lina Carcuro.

Hanno presentato il programma Carlo Cremona, organizzatore dell’evento e presidente dell’associazione I-Ken, ed Elena Tramontano, responsabile Cgil-Slc. Cremona ha dichiarato: ‘Il 28 giugno è una data importante perché in tutto il mondo si celebra il Gay Pride e, in particolare, ci inorgoglisce il fatto che il presidente americano Barak Obama riceva alla Casa Bianca i rappresentanti del mondo Lgbt. Per l’edizione di quest’anno abbiamo scelto uno slogan fatto di tre parole: amare, volare, sposare. Amare è dimostrato dal fatto che io stesso stia col mio compagno da 18 anni. Volare verso un futuro diverso e, infine, sposare non solo nel senso di matrimonio, ma perché siano riconosciuti i legami di qualsiasi tipo tra le persone. Come dimostra l’istituzione del registro delle unioni civili a Napoli‘.

Nel manifesto dell’evento, si legge:

Noi lesbiche, gay, trans, vogliamo costruire una manifestazione aperta a tutti i soggetti politici, sociali e culturali della regione e del Sud che condividono la necessità di costruire una proposta laica che si ponga l’obiettivo di difendere la sovranità dello Stato Italiano, dell’autodeterminazione delle scelte civili e libertarie. Noi, cittadini e cittadine omosessuali e trans ci riconosciamo portatori e portatrici di pari dignità a tutti e tutte. Rivendichiamo il nostro diritto – dovere di cittadinanza manifestando affinché le forze sociali, culturali e politiche ci riconoscano e ci garantiscano uguale dignità e parità di diritti, nel rispetto della Dichiarazione universale dei diritti umani, della Costituzione italiana, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e nel rispetto del principio della laicità dello Stato italiano e della sua autonomia da ogni ingerenza confessionale.