Grecia: elezioni decisive per il paese e per l’euro

Per la Grecia elezioni cruciali. Quasi 10 milioni di cittadini greci sono chiamati a decidere chi dovrà governare il paese, in uno dei momenti più delicati e difficili della loro storia. In verità ad aver il fiato sospeso, per quanto avverrà nella penisola ellenica, non sono solo i discendenti di Pericle e Platone, ma i paesi della U.E. tutti.

Le elezioni in Grecia hanno il sapore di un referendum sull’euro. A scontrarsi gli europeisti convinti, quelli che vogliono tenere in vita il Mnimonio, il memorandum, ovvero l’intesa con la comunità internazionale che in cambio di durissime misure di austerità, garantisce quei prestiti, vitali per le casse, vuote, del governo ellenico. Dall’altra parte chi pur ammorbidendo le proprie posizioni, dichiara di voler lasciare il paese nella eurozona, ma cestinando il memorandum, sostituendolo con un Piano nazionale per la crescita, riducendo i tagli che non piacciano alla popolazione.

La prima istanza è incarnata soprattutto da Nea Democratia, il partito di centrodestra, che viene dato dai sondaggi in un testa a testa per la vittoria finale, con Syriza, la sinistra radicale che invece incarna la seconda soluzione. Si tratta dei due partiti che lo scorso 6 maggio, alle elezioni scorse, ottennero la prima e la terza posizione, ma che non poterono in alcun modo trovare il modo di formare un governo di coalizione.

Oltre a Nea Democratia e a Syriza, sono altri 20 i partiti che provano a superare la soglia per raggiungere il parlamento. In lista il Pasok, il partito socialista, tradizionale primo partito del paese, uscito malconcio da questa crisi, il cui leader Venizelos ha detto: “da domani la Grecia deve avere un governo di corresponsabilità nell’ambito dell’Unione europea“. Samaras leader di Nea Democratia dopo aver votato nella sua città natale di Kalamata, è sicuro: “da oggi parte una nuova epoca per la Grecia”. Il leader di Syriza, astro nascente della politica ellenica, Tsipras afferma: “abbiamo sconfitto la paura e abbiamo aperto la strada alla speranza“. Infine Kouvelis, leader della sinistra democratica: oggi i greci voteranno un futuro migliore per il loro paese”.

Come detto poco sopra, le elezioni greche sono monitorate dai leader europei e mondiali. È probabile che in serata ci possa essere una videoconferenza tra i leader dei paesi dell’eurozona. Attesa per l’esito delle elezioni greche anche per i paesi che da domani in Messico terranno il vertice delle 20 economie più prosperose del pianeta. Secondo fonti del G20 le Banche centrali sarebbero pronte a rifornire di liquidità i mercati, per sostenere le banche, qualora dovessero presentarsi contraccolpi derivanti dall’esito delle elezioni elleniche. Il presidente americano Obama si è detto preoccupato della situazione europea, e ha chiesto una maggiore stabilità economica, il rischio infatti è per tutti.

Tornando alla Grecia, e alle elezioni, secondo un sondaggio realizzato da Metron Analysis il 40% degli elettori che ha votato lo scorso 6 maggio, oggi voterà per un altro partito. Intanto una bomba è stata lanciata stamane contro la sede della tv greca Skai; la bomba per fortuna non è esplosa.