Nigeria: il rapimento di Obodo e gli attentati nelle chiese

Nigeria ancora al centro della cronaca internazionale. Ieri Cristhian Obodo, il calciatore del Lecce, di proprietà dell’Udinese, è stato rapito a Warri, sua città natale, situata nella Nigeria meridionale, a poca distanza dal delta del fiume Niger.

La famiglia nella stessa giornata ha raccontato di una richiesta di riscatto di circa 150 mila euro, fatta dai rapitori, presumibilmente 4 delinquenti locali. Oggi sia il fratello che il cognato hanno preferito restare in silenzio, non rilasciando nessuna dichiarazione. Ha invece parlato, lanciando messaggi positivi, la polizia federale: “stiamo facendo tutto il possibile per garantire che sarà liberato incolume e lavoriamo a stretto contatto con tutti gli inquirenti e le comunità locali”. Sul sito dell’Udinese, squadra che detiene il cartellino del centrocampista classe 1984, si legge: “L’Udinese calcio, sgomenta per le preoccupanti notizie che giungono dalla Nigeria in merito al rapimento del centrocampista Christian Obodo, segue con apprensione l’evoluzione degli eventi e auspica una veloce e felice soluzione del terribile episodio”. 

Tornando al paese africano, si registra oggi l’ ennesima azione terroristica nei pressi di una chiesa cristiana, a Biu Town, nello stato di Borno , nel nord del paese, dove è attivo il gruppo estremista islamico denominato Boko Haram. Tre uomini armati hanno sparato all’impazzata, uccidendo, secondo le prime stime 5 fedeli, e ferendone un numero ancora imprecisato, prima all’esterno dell’edificio ecclesiastico, poi al suo interno.

La folle domenica di sangue nel paese più popoloso dell’Africa, però non si è fermata qui: a Jos,  città di 800 mila abitanti, capitale dello stato di Plateau, situata anch’essa nell’area settentrionale del paese, un attentatore suicida si è fatto esplodere in un’altra chiesa. Anche qui secondo le prime indiscrezioni le vittime sarebbero 4, tra cui anche dei bambini, e diversi feriti. Nella città negli ultimi anni si erano registrate tensioni tra la maggioranza cristiana e la minoranza islamica.

Nessuna rivendicazione per ambedue le azioni, ma la polizia non esclude che possa esserci la mano del gruppo islamico estremista Boko Haram, particolarmente attivo e feroce nel nord del paese, dove è sua volontà istituire la Shari’à, la legge coranica.