Terremoto in Emilia, nella notte 31 scosse. Ore 14:22 nuovo sisma e paura sciacallaggio

Ancora scosse in Emilia,  sono 15 mila i posti a lavoro a rischio, oltre 500 stabilimenti danneggiati e allarme sciacallaggi. Questo è il bilancio generale di una regione costretta a ricominciare tutto da capo.

OGGI, ore 14.22 – l’ l’Istituto Nazionalae di Geofisica e Vulcanologia (INGV) registra una nuova scossa. La protezione civile lo rende pubblico in una nota dove stavolta si parla di magnitudo 3.6 nella provincia di Modena.

A PARTIRE DALLA MEZZANOTTE – L’INGV ha registrato nuove scosse di terremoto in provincia di Modena per un totale di 31 e magnitudo 2.9 ad una profondità di 5.4 km. Due forti scosse di magnitudo 2.8 nella provincia di Mantova e Reggio Emilia.

IERI SERA – In provincia di Modena, sono state avvertite scosse alle ore 20.55 di magnitudo 3.6 e alle 21,04 di magnitudo 4.2.

La regione con il bilancio più tragico di sfollati resta l’Emilia Romagna, ma la Lombardia non è da meno. La forte scossa di martedì scorso, avvertita anche nelle province di questa regione, ha prodotto 2400 persone sfollate e ospitate in strutture di accoglienza. 1793 le strutture allestite per accogliere 14 comuni e 600 le tendopoli costruite dalla Protezione civile regionale. E dopo le scosse di questa notte spuntano altre tende allestite dagli stessi terremotati stanchi di dover trascorrere la notte in macchina con la paura troppo forte (e a ragione, ndr) per rientrare nei propri alloggi.

SCIACALLAGGIO – Le continue scosse non danno tregua ai nervi dei terremotati che oltre alla paura per il loro futuro, le loro abitazioni, devono far fronte anche al problema dello sciacallaggio e le false telefonate da parte di individui che si fingono della protezione civile allarmando la popolazione con chiamate del tipo: ‘Attenzione, lasciate le case sta arrivando una scossa violentissima‘. A tal proposito il prefetto di Modena, Benedetto Basile, ha dato mandato alle forze dell’ordine per individuare i responsabili di un gesto crudele nei confronti della situazione in cui si trovano i nostri concittadini.

Lo stesso avviene a Bologna, nel capoluogo emiliano, dove la Procura della città ha avviato una serie di accertamenti per le false testimonianze di presunti terremoti, seminando panico all’interno di uffici pubblici, Tribunali e sedi della Banca d’Italia. A tal proposito, il procuratore aggiunto Valter Giovannini tiene a precisare che non sarà esclusa l’apertura di un fascicolo per un procurato allarme. Intanto, tramite comunicato stampa, la Protezione Civile ribadisce che: “lo stato attuale delle conoscenze non consente di stabilire quante scosse e di quale intensita’ potranno ancora interessare la stessa area“.

L’Italia che versava in una magra situazione a causa della crisi prodotta da decenni e decenni di cattiva amministrazione da parte della politica, evasione fiscale e chi più ne ha più ne metta, ora si trova a vivere in un clima ancora più teso e intriso di rabbia e perplessità davanti alla natura contro la quale c’è poco da fare.

E come già annunciato dal Ministro Corrado Clini ‘Dobbiamo avere un Piano nazionale che duri il tempo che serve, quindi 15 anni, e’ una priorita’ per il nostro Paese’. Ma la dichiarazione più diretta e preoccupante arriva dal Presidente della Confindustria Emilia Romagna, Gaetano Maccaferri: ‘L’area dove si e’ scatenata la drammatica forza del sisma è un’area ad alta concentrazione industriale. Lì c’è il 10% del Pil regionale e l’1% di quello nazionale’. Quindi il Paese che rischia siamo noi e tra iTaglia e disgrazie che stiamo vivendo dovremo tutti rimboccarci le maniche partendo da un sostegno materiale ai cittadini dell’Emilia e tutti i comuni colpiti da questa ennesima tragedia.