Anticiclone Circe: un po’ d’autunno e di nuovo il caldo!

L’ANTICICLONE CIRCE – Gli esperti meteo stanno scomodando i miti greci per dare un nome agli anticicloni del caldo che stanno travolgendo l’Italia. Stavolta è il turno di Circe, che come per ‘magia‘ porterà un po’ di fresco, tuttavia pericoloso quanto il caldo. Infatti Milano è stata travolta da tempesta e grandine che ha provocato un significativo rallentamento del traffico, oltre a far registrare ammaccature alle auto. La Lombardia è stata raggiunta dal cattivo tempo già da ieri e oggi si è diffusa anche nel comasco, dove un fulmine, colpendo un tetto, ha incendiato un’abitazione.

VERONA –  Alberi e rami caduti hanno ferito lievemente una donna. Varie chiamate al vigili del fuoco hanno avvertito di alcuni danni ai tetti di case e capannoni. Il maltempo si è propagato in tutto il Veneto: Treviso e Vicenza registrando vari allagamenti e la caduta di qualche pianta.

Questo nucleo di aria fresca finlandese insieme alle piogge e al vento si sposterà verso il centro-sud, anche qui caleranno le temperature fino a 10 gradi. Ma le giornate più pericolose saranno lunedì 23 e martedì 24. Regioni a rischio di nubifragio saranno le Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Lucania, Calabria e dorsale. Comunque sia il caldo non molla il meridione con temperature pari a 38° C e punte di 39° C in Puglia, soprattutto a Foggia.

Per un paio di giorni Circe trasformerà l’estate in autunno che durerà fino a mercoledì, perché già da giovedì e nel week-end del 28-29 luglio dall’Africa soffierà nuovamente aria calda. Intanto farà molto fresco a Perugia con 18°C, Ancona con 20°C e Roma con 23°C.

A RISCHIO LE COLTURE AGRICOLE – Le grandini potrebbero provocare danni irreversibili alle coltivazioni in questa fase stagionale. Almeno è quanto afferma la Coldiretti facendo riferimento all’arrivo di Circe. Le zone interessate dal maltempo riguardano soprattutto piante da frutta, sulle quali sono state stese a protezione le reti antigrandine, tuttavia non ancora sufficientemente diffuse per impedire il verificarsi di danni alle strutture e alle colture agricole.