Europei 2012: Italia Spagna 0-4, iberici sul tetto d’Europa

Italia Spagna 0-4 e gli iberici si confermano campioni d’Europa. Gli europei 2012 vanno alle furie rosse, che nella finale di Kiev si impongono sull’Italia. 

Gli iberici partono forte e al decimo minuto con Xavi vanno vicino al vantaggio, ma la sua staffilata è alta. Dopo 5 minuti le furie rosse concretizzano la loro superiorità e con Silva di testa imbeccato da Fabregas, bravo a superare in velocità un lento Chiellini, vanno in vantaggio. La nazionale di Prandelli prova a reagire, ma appare poco reattiva, e riesce a farsi pericolosa solo sui calci d’angolo. Chiellini è costretto ad uscire per un riacutizzarsi si un vecchio infortunio, al suo posto Balzaretti. L’attacco dell‘Italia è sterile, è Cassano a impegnare con un tiro centrale Casillas; troppo poco per impensierire la squadra campione d’Europa  e del mondo in carica. Al 41° la doccia fredda, l’Italia si fa infilare sulla sua fascia sinistra, e Jordi Alba si trova a tu per tu con Buffon, e con una rasoiata lo batte. Spagna 2-Italia 0.

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La ripresa si apre con Di Natale in campo al posto di Cassano, proprio l’attaccante napoletano dell’Udinese di testa sfiora la rete che riaprirebbe il match. La Spagna reagisce e con Fagregas crea scompiglio nella retroguardia azzurra, poco dopp un fallo di mano di Bonucci non viene segnalato dall’arbitro portoghese Proenca. Al 51° minuto è ancora Di Natale ad avere una buona occasione, Casillas si conferma portiere tra i primissimi al mondo. L’ultima sostituzione per la nazionale azzurra vede l’ingresso in campo di Thiago Motta per Montolivo, presumibilmente sul 2-0 era ipotizzabile un cambio più coraggioso, magari Diamanti o Giovinco dietro le due punte. Lo stesso italo-brasiliano poi è costretto ad uscire, Italia in 10, non avendo cambi a disposizione, piove sul bagnato per la nostra nazionale. La partita si chiude sostanzialmente qui, la Spagna tiene palla, senza rischiare e senza neanche insistere troppo, l’Italia in 10 sembra davvero non averne più; in campo Abate, Balzaretti restano, ma sono in evidente difficoltà fisica. Entrano Pedro e Torres per Silva e Fabregas, e proprio l’attaccante del Manchester City segna la terza rete. Nei minuti finale entra Mata e lo stesso giocatore del Chelsea appoggia in rete il pallone del 4-0. Incomprensibili i tre minuti di recupero assegnati dall’arbitro portoghese. Un passivo eccessivo, la squadra iberica poteva considerare l’avere l’uomo in più e aver di fronte un avversario con diversi effettivi in campo solo per onor di firma, e magari continuare “solo” a controllare, ma evidentemente metter al sicuro il risultato e rifilare una goleada alla nazionale quattro volte campione del mondo è stato più entusiasmante.

Ha vinto la squadra più forte e brava a capitalizzare la fortuna, forse anche quella più abituata a certi palcoscenici. Una squadra che sa abbinare alla qualità eccelsa dei singoli, un’amalgama di gioco assolutamente di primo ordine. Forse non è stata una grande Spagna in questo euro 2012, basti pensare alla semifinale contro il Portogallo, vinta solo ai rigori, ma in questi anni di suo assoluto dominio, la nazionale iberica ha imparato ad esser cinica e vincente.

L’Italia probabilmente è andata oltre le più rosee aspettative, ha disputato un europeo 2012 al di sopra delle aspettative. È arrivata all’appuntamento di Kiev stanca, malconcia. Si sperava che sulle ali dell’entusiasmo, si potesse ancora una volta sovvertire il pronostico, ma gli uomini di Del Bosque non si sono lasciati sorprendere. La vittoria bella e meritata con la Germania aveva illuso i tifosi italiani, quelli che nonostante un paese diviso e fermo sono fieri di sentirsi italiani, di tifare Italia, al di la delle logiche territoriali che al nord come al sud fanno proselitismi banali e ingenui. Gente a cui forse non è chiaro che se abbiamo una possibilità di risollevarci  come nazione, quella è solo unendoci e mettendo da parte invenzioni storiche e geopolitiche. Poi ognuno è libero di pensarla e agire come vuole.

Per gli iberici è il terzo sigillo europeo, il secondo consecutivo, prima squadra europea a vincere di fila europeo-mondiale-europeo. Per la nostra nazionale l’europeo resta un tabù, un solo successo nel lontano 1968, e un’altra finale amara dopo quella del 2000 contro la Francia.