Formigoni indagato: avviso di garanzia per corruzione dai Pm di Milano

Nei giorni precedenti la procura di Milano ha notificato al Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, un invito a comparire davanti ai Pm circa l’inchiesta sui fondi neri della fondazione ospedaliera Maugeri. Il Presidente, a seguito di questa notizia fa sapere che ‘non ha nulla da temere e mi sento tranquillo’.

Non crediamo davvero che i magistrati prendano questo tipo di cantonate, soprattutto se si parla di 8 milioni e mezzo annessi alla corruzione aggravata dalla transnazionalità contestata dagli uomini di legge a Formigoni. Tuttavia il notificato continua a dichiarare: “Sono sicuro di me stesso, della correttezza di tutto quello che ho fatto. Dov’è la corruzione?“. Per lui si tratterebbe di elucubrazioni. Procede: “Ho letto le carte e mi sono chiesto: tutto qua?. Sono i soliti episodi che ho già definito falsi, non a me riferibili, gravemente deformati”, aggiunge sottolineando: “Rimango al mio posto perché sono sicuro che tutti i miei comportamenti sono stati rettilinei“. E ha confermato la sua “innocenza totale” e comunque, ha puntualizzato, “non sono indagato per avere ricevuto utilità, ma per corruzione. E dov’è l’atto corruttivo? Non c’è. Nessun vantaggio è stato accordato a San Raffaele e Maugeri, non un solo euro di denaro pubblico è stato buttato e la Regione non ha risentito di alcun danno. Tutti i fondi sono stati ripartiti secondo la legge – ha ripetuto il presidente – e gli stessi concorrenti di San Raffaele e Maugeri hanno verificato che non c’è stata alcuna irregolarità“.

Il governatore sembra voler auto convincersi della sua innocenza. Lo stesso effetto però non si riverbera sui magistrati i quali sostengono che intorno all’affare sanità in Lombardia sia stata messa in atto una vera e propria associazione a delinquere con diversi conti all’estero. E proprio qui che la lingua batte sul dente che duole… l’aggravante della transnazionalità, distraeva soldi dalle casse della Fondazione Maugeri per costituire un fondo nero da consegnare a Daccò.

Intanto Formigoni annuncia che presto parlerà con i magistrati ma non i l giorno in cui è stato invitato dalla procura e dichiara: “Concorderemo la data  magari non sarà sabato, la concorderemo insieme. Mi ero già offerto di parlare ai magistrati, sono stati loro che non mi hanno voluto sentire“. Un politico ha il lusso di poter respingere la legge e mettersi con il muso imbronciato braccia incrociate, e decidere lui quando e se vorrà adempiere ai suoi doveri di uomo politico dando il buon esempio da cittadino qual è, presentandosi davanti ai magistrati senza battere ciglio.

Ricordiamo che il governatore è indagato dal 14 giugno scorso. Le accuse ipotizzate in concorso con Pierangelo Daccò, Umberto Maugeri, Costantino Passerino e Antonio Simone. La cifra contestata dagli inquirenti al governatore lombardo è la somma, comunque non quantificata, di tutti i benefit ricevuti da Formigoni, tra i quali i viaggi, le cene, le vacanze di lusso ai Caraibi, la villa in Sardegna, le barche. Una serie di ‘favori‘ specificati nel provvedimento notificato.

FORMIGONI PARLA DI UN INTENTO POLITICO – “Sul mio conto ci sono state informazioni sbagliate, con un chiaro intento politico se in questi mesi avessi chiesto al S.Raffaele di farmi vedere i bilanci, avrebbero risposto di stare a casa mia, perchè questi enti rispondono solo al ministero della Salute e alle prefetture. Un ulteriore controllo è esercitato dai revisori dei conti, che in questi anni hanno sempre approvato i bilanci – continua – Bisogna tener presente -aggiunge – che questi sono Irccs, enti a rilevanza nazionale. La vigilanza sui loro bilanci spetta al ministero della Salute”.

LE DIMISSIONI – Intanto il PD lombardo attraverso il capogruppo dei Democratici in Regione Luca Gaffuri chiede: “un assunzione di responsabilità – e ovviamente le dimissioni – sono l’unica strada percorribile per rinnovare una situazione sempre più ingestibile“. Anche dall’Italia dei Valori e dal Sel le richiedono: “spetterà alla magistratura appurare le responsabilità penali” ma ricordano che ormai “è sempre più chiara la necessità di sue dimissioni”.

FINANZIAMENTI ILLECITI – Tuttavia dagli ambienti giudiziari si apprende che a carico di Roberto Formigoni vi sarebbero due episodi di finanziamento illecito: un primo episodio da 500.000 euro circa sarebbe stato ‘assorbito‘ dal reato, più grave, della corruzione mentre per il secondo gli inquirenti avrebbero operato una sorta di stralcio. Non a caso la notifica fatta oggi al presidente della Regione Lombardia fa riferimento al solo reato di corruzione aggravato dalla transnazionalità.