Green Hill: sequestrato l’allevamento lager di beagle

Green Hill è la nota azienda situata a Montichiari in provincia di Brescia, balzata agli onori della cronaca perchè alleva circa 2.500 cani di razza beagle destinati ai laboratori di vivisezione di tutto il mondo.

Le operazioni di ispezione e sequestro della struttura che andranno avanti per diverse ore, sono state disposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Brescia e vi partecipano circa 30 agenti della forestale appartenenti ai Comandi provinciali di Brescia, Bergamo e al NIRDA (Nucleo Investigativo per i Reati in danno agli Animali).
Presente anche personale della Questura di Brescia e agenti della Digos.

L’operazione, scattata in seguito alle denuncie di Legambiente e Lav, sta portando al sequestro dei beagle, sia cuccioli che adulti, e dell’intera struttura costituita da quattro capannoni, uffici e relative pertinenze per un totale di circa 5 ettari.
Al momento sono indagate tre persone ai vertici dell’azienda per il reato di maltrattamento di animali (art.544 ter cp).

I rappresentanti della Green Hill sono stati nominati custodi giudiziari assieme al sindaco della cittadina lombarda e alla locale Asl: avranno l’obbligo di cura e alimentazione degli animali.
Il “Coordinamento fermare Green Hill” chiede però che la custodia giudiziaria dei beagle non venga affidata all’azienda e neppure ad una delle tante realtà improvvisate che sono nate negli ultimi mesi.
«Abbiamo individuato l’associazione “Vita da cani” che, a livello nazionale, si occupa della riabilitazione dei cani da laboratorio. Una realtà che sarebbe in grado di accudire i beagle di Green Hill» spiegano dal Coordinamento.

Intanto a Montichiari stanno arrivando gruppi di attivisti e simpatizzanti della causa anti-Green Hill.

In questi mesi è all’esame del Senato la norma, già approvata dalla Camera dei Deputati, che vieterebbe l’allevamento di cani, gatti e primati non umani per la sperimentazione, imporrebbe l’obbligo di anestesia e analgesia per i test e, vietando le esercitazioni belliche e didattiche con animali, sosterrebbe concretamente il ricorso ai metodi sostituivi della vivisezione.
Si spera che, anche alla luce degli ultimi fatti, l’articolo 14 della Legge Comunitaria sia approvato anche al Senato.