Russia e Cina mettono il veto a risoluzione sulla Siria

SIRIA- La Siria sempre più al centro del dibattito internazionale. Dopo l’attentato di ieri all’edificio della Sicurezza nazionale a Damasco, nel quale hanno peso la vita diversi ministri e collaborati del governo di Assad, oggi è la volta della diplomazia. 

Ancora una volta emerge netta la distanza: da una parte i paesi occidentali, dall’altra Russia e Cina. Prorpio Mosca e Pechino hanno posto il veto alla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che prevedeva nuove e dure sanzioni contro il regime di Assad. Il documento quindi è stato respinto, nonostante 11 voti favorevoli e due astensioni.

In nove mesi è la terza volta che cinesi e russi bocciano risoluzioni Onu volte a pressare Assad e il suo governo, affinché questi accetti una soluzione politica della delicatissima situazione del paese mediorientale.

La motivazione del veto secondo l’ambasciatore russo è da ritrovare nella unilateralità del testo, che avrebbe poi aperto la strada ad un intervento militare. Le reazioni occidentali sono state particolarmente aspre. Il portavoce della Casa Bianca Carney afferma che dopo il no russo e cinese alla risoluzione Onu contro il regime di Damasco, la missione degli osservatori Onu, che scadrà domani, non dovrà essere prorogata.

Il nostro Ministro degli Esteri Terzi, si dice preoccupato che il veto di Mosca e Pechino possa rafforzare di regime e portare ad una ulteriore escalation di violenza. Sieda, capo dell’opposizione siriano, ricevuto proprio da Terzi, accusa le regole dell’Onu di esser obsolete e superate, e dice: “il regime si sta sgretolando dall’interno”.

E mentre la diplomazia internazionale si spacca e non trova una linea comune, le armi continuano a mietere vittime. Scontri tra ribelli ed esercito si segnalano in tutta la capitale. L’esercito bombarda diversi quartieri di Damasco, i ribelli hanno colpito l’aeroporto internazionale e il quartier generale della polizia. Le vittime in 24 ore sarebbero oltre 200.

Assad intanto è comparso in tv, era difatti presente al giuramento a Damasco del nuovo ministro della Difesa, Al Freji. Non confermate quindi la voce di chi dava il presidente siriano a Latakia, nel nord del paese; così come non trova conferma la notizia che vuole Asma, la moglie di Assad, fuggita in Russia.