Siria e Afghanistan: morti e violenza; Egitto: Morsi incontra Clinton

CronacaSiria e Afghanistan: morti e violenza; Egitto: Morsi incontra Clinton

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SIRIA, EGITTO, AFGHANISTAN – La violenza continua a farla da padrona in Siria. Anche nella giornata odierna si segnalano almeno 30 vittime. La notizia arriva dai comitati locali di coordinamento dell’opposizione. Sei i morti che si registrano nella provincia di Hama, per l’esplosione di compound militare. Non risparmiata neanche Homs.

Nel frattempo, osservatori dell’Onu sono giunti a Tremseh, il villaggio teatro dell’eccidio di due giorni addietro, costato la vita ad oltre 200 civili. Secondo l’opposizione i rappresentanti delle Nazioni Unite sono accompagnati dalle forze governative.

Arrivano intanto le dichiarazioni del Ministro degli Esteri Terzi, che afferma che la Siriaè la preoccupazione massima” della nostra politica estera, e di Teheran che si dice: “pronta a far la sua parte per avviare il dialogo”.

Resta lo stallo diplomatico, con il Consiglio di Sicurezza dell’Onu diviso sulla linea da adottare, da una parte l’occidente chiede una risoluzione dura, con sanzioni per Assad e il suo governo, e dall’altra parte la Russia e la Cina, tradizionali alleate della Siria, promotori di una linea morbida.

Situazione drammatica in Siria, non meno tragica in Afghanistan, dove durante un matrimonio nella provincia di Samangan, nella zona nord occidentale del paese asiatico, un kamikaze si è fatto esplodere provocando 23 morti e 30 feriti. Tra le vittime il padre della sposa, influente politico locale, e membro della camera bassa del Parlamento afghano. I talebani hanno negato ogni responsabilità sull’attentato.

Notizie rasserenanti arrivano invece dall’Egitto del neopresidente Morsi. Questi ha incontrato il segretario di stato americano Hillary Clinton, affermando che l’Egitto rispetterà “tutti gli accordi firmati che mirano a garantire la pace globale, compresa quella con Israele”. La Clinton, che domani incontrerà i vertici militari e esponenti della società civile, ha ricordato come: “la pace con Israele ha evitato la guerra per tre decenni”, ribadendo che l’auspicio americano è di avere due stati, uno israeliano e uno palestinese. Sulla transizione in atto nel paese delle piramidi si è augurata che i militari tornino al loro ruolo “legato prettamente alla sicurezza”.

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