Spending Review: cosa prevede l’ultima manovra del Governo Monti

SPENDING REVIEW – L’ultima manovra del Governo Monti: ecco cosa prevede il decreto. Sette ore di riunione del Consiglio dei Ministri che il 31 Luglio approverà il nuovo decreto “anti-sprechi”. Garantirà risparmi per oltre 4,5 miliardi di euro, per un totale di 11 miliardi entro il 2014. Confermati i fondi per i terremotati dell’Emilia e per i 55.000 esodati. Ma quali saranno i settori più interessati dai tagli più netti?

A farne le “spese” maggiori la pubblica amministrazione con un taglio del 20% dei dirigenti e del 10% di personale, oltre un ennesimo taglio di uffici per un totale del 20%; si riducono sia gli spazi degli archivi che quelli previsti per gli impiegati.
Riguardo, le ferie e i riposi spettanti al personale, anche dirigenti, sono obbligatoriamente fruiti e in nessun caso “danno diritto alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi”.
E’ prevista la “risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro nei confronti dei dipendenti che, in base al decreto legge n. 201 del 2011, avrebbero ottenuto la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2014“. Questi individui avranno la pensione da subito ma riceveranno il trattamento di fine rapporto solo alla data in cui avrebbero maturato il diritto ad andare in pensione. Stop alle consulenze per i dipendenti pubblici e riduzione del numero.

La scuola è sicuramente uno dei settori colpito maggiormente dalla nuova manovra: saltano i fondi per le scuole statali, mentre avranno il 10% di danaro quelle private. Anche per la giustizia c’è crisi: soppressi 37 tribunali e 38 procure, cancellate le 220 sezioni distaccate in tutta Italia. Tagli anche ai costi delle intercettazioni, oltre ad una riduzione degli uffici giudiziari.
Rivoluzione per le nostre città: Via all’accorpamento delle province, entro la fine del 2012. Ridotte a 50 le province”, ha stimato il ministro Patroni Griffi. Saranno salve le province degli attuali e saranno istituite 10 città metropolitane: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. In questi casi saranno soppresse le province.

Il governo prepara ancora tagli per ridurre le spese, mentre i cittadini attendono riduzioni nel “settore politico”. Quanto dovremo aspettare per un vedere le prime riforme per incentivare la crescita e lo sviluppo?