Torre Annunziata, clan Gionta: 20 arresti. Ammanettato neomelodico ‘cantante messaggero’


Torre Annunziata (Napoli) – Blitz di arresti nel napoletano, per importazione di stupefacenti dall’Olanda. Effettuati 20 arresti dai carabinieri che infliggono un duro colpo al clan Gionta. Stando a quanto riportato dal quotidiano ‘ilRoma‘, sembra che in cella sia finito anche un neomelodico conosciuto come ‘Tony Marciano‘, che oltre a trafficare droga ha contribuito a veicolare messaggi di stampo mafioso attaccando pentiti nelle sue canzoni, con frasi del tipo “hanno perso l’omertà“, o si fa portatore di messaggi di boss come “nun ci amm’ arrennere“. In una intercettazione lo stesso neomelodico sembra proporsi come il nuovo recruting delle risorse umane cammorristiche, ovviamente minorenni.

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dalla Dda di Napoli, con un’accusa ben precisa ‘Spaccio e associazione finalizzata al traffico di droga aggravati da metodo mafioso e carattere transnazionale‘. Importavano di tutto, cocaina, hashish, marijuana e anche amnésia (mix di marijuana e droghe pesanti). In totale gli arresti sono circa 20 e attualmente è caccia ai due latitanti, di cui uno giovanissimo di 21 anni diventato boss dopo che vari processi e e arresti hanno decimato il clan Gionta, era quindi lui ‘Sasà’ Paduano, il capo dei narcos in fuga.

Il Clan di Torre Annunziata sembrava avere pieno potere, soprattutto per quanto riguarda la festa della ‘Madonna della neve‘, era lui ad esprimere il consenso circa le luminarie, bancarelle, gadget da vendere, ma soprattutto toccava al clan la scelta dei cantanti che si dovevano esibire. Senza il consenso dei ‘Valentini’ non si fa nulla spiega un pentito. Il soprannome ‘Valentini‘ deriva dal nome del capo dei Gionta, che marca maledettamente a titolo nobiliare di uno dei primi mafiosi della storia ‘Cesare Borgia‘ detto ‘Il Valentino‘ per via del suo ‘ducato‘. Un destino scritto nella pietra quello di questo clan che aveva messo le mani anche sul mondo della musica partenopea. Infatti Marciano, 47 anni, ha incominciato la sua carriera negli anni ’80 con il primo lp “Io sono meridionalevendendo 150mila copie. Uno dei suoi successi è il duetto con Maria Nazionale, proprio quello in cui inveisce contro i pentiti della camorra. Ciro Marciano è il suo nome reale, e quando è stato ammanettato non si è nemmeno scomposto, dichiarando: “Se faccio un concerto neanche vengono tutte queste telecamere” e aggiunge che non si aspettava di diventare “famoso” per le sue gesta lontano da un palco.