Addio a Gore Vidal, lo scrittore che amava l’Italia

Gore Vidal era da tempo malato e viveva da solo nel suo appartamento di Los Angeles dove è scomparso per le conseguenze di una polmonite.

Eugene Luther Gore Vidal era nato a West Point il 3 ottobre 1925.
Nel 1948 scandalizzò l’America puritana di quegli anni con il romanzo ‘La statua di sale‘, che narra la storia di un giovane della media borghesia americana del Sud, atletico, bello, schivo e innamorato del suo migliore amico.

Dopo il clamore provocato dal suo romanzo, comincia a lavorare come autore televisivo e teatrale.
Due sue commedie si affermano a Broadway e vengono adattate per la tv.
Nel 1959 arriva a Cinecittà, dove William Wyler sta dirigendo il remake del film ‘Ben Hur‘ e lavora alla sceneggiatura del film, contributo per nulla marginale, tuttavia mai accreditato dall’Associazione degli Sceneggiatori, come egli stesso ricorda nei suoi due libri di memorie ‘Palinsesto’  del 1994 e ‘Navigando a vista’ del 2006.
Al cinema, ha firmato le sceneggiature di Improvvisamente l’estate scorsa’ e di ‘Dimenticare Palermo’ di Francesco Rosi.
Ha interpetrato se stesso nel film ‘Roma’ di Federico Fellini.
Solo occasionalmente è tornato a scrivere per cinema e televisione

Gore Vidal era anche un attivista politico, si considerava un “riformatore radicale” ed è descritto come un nostalgico del “repubblicanesimo puro” degli albori della storia americana.
Maturò negli ultimi anni toni molto critici nei confronti degli Stati Uniti, del loro ruolo del mondo, in particolare nei confronti dell’amministrazione Bush di cui contestava la linea “espansionista“, più o meno esplicita.

Amava molto l’Italia, dove ha vissuto per lungo tempo a Ravello e a Roma. Nella Capitale studiò nelle principali biblioteche della città l’antichità classica, dedicandosi alla scrittura di ‘Julian, il romanzo su Giuliano, l’ imperatore romano del quarto secolo, nipote di Costantino.
Dopo la morte del suo compagno di vita, Howard Austen, tornò definitivamente in California.