Addio a Renato Nicolini, l’inventore della monumentale ‘Estate romana’

E’ morto all’età di 70 anni Renato Nicolini. Oggi la città capitolina è in lutto, perché senza di lui se ne va un pezzo di storia, o meglio quell’uomo che ha riscritto il destino di Roma negli ultimi 25 anni, restituendo monumentalità alla città esaltandone il valore culturalmente e socialmente. Nel Belepaese e all’estero è conosciuto come l’inventore dell’Estate romana. Nicolini, architetto, a 35 anni divenne l’assessore alla Cultura di Roma, quando la capitale aveva come sindaco Giulio Carlo Argan. Fu quello il periodo dorato della città, che grazie al suo aiuto riuscì ad uscire dagli anni di piombo, dall’aria cupa che si respirava a causa del terrorismo. Renato Nicolini ideò l’estate romana, rispondendo con la cultura al grigiore di quel periodo. Coinvolge un’intera cittadina con l’allestimento di grandi eventi cinematografici, teatrali e musicali e il 25 agosto del 1977, su uno schermo gigantesco posto nella basilica di Massenzio, fu proiettato Senso di Visconti.

 ARTISTA PRESTATO ALLA POLITICA –  Uno dei suoi figli lo ricorda così. «Era un uomo che aveva la capacità di instillare negli altri il germe del bello. È riuscito ad attirare a sé senza snobismo le forme più pure della cultura e a far rinascere la città in un momento molto cupo. Non solo, ha lavorato con persone che sarebbero state marginalizzate dopo di lui, dal teatro d’avanguardia, alla musica alla poesia. Per me è stato un grande privilegio essergli stato accanto. Oggi qui a casa ci sono tutte le sue famiglie e noi 5 figli». Ora, i suoi cari, stanno allestendo una cerimonia intima in sua memoria, ma Simone, il figlio, dichiara: «La sua casa era il Comune, la città».

Nessuno si è mai fermato a pensare perchè l’attività culturale di Roma, spettacoli teatrali, manifestazioni artistiche, avessero sempre più successo rispetto alle altre città italiane. Ed è giunto ora di ricordare ai giovani, e a chi non lo sapesse, che in parte era lui a toccare ogni punto della città per farne arrivare la cultura cercando di indurre i cittadini romani a usufruire degli spazi pubblici della metropoli in risposta all’emarginazione delle periferie e all’allarmante crescita della violenza urbana.

Nella famosa estate del 1977 la divulgazione culturale di massa dà vita a un dibattito che si sviluppa attorno alla categoria dell’«effimero», la quale fu una grande risposta collettiva al dolore e alla paura che avevano svuotato le strade delle città, a partire da Roma, dominata ad un coprifuoco mai dichiarato.

ROMA COME UNA MUSA, per il nostro Nicolini, e alla quale aveva recentemente dedicato un libro ‘Estate romana 1976-85‘ in cui spiegava che l’effimero: «lascia il segno nella nostra memoria, qualcosa che ci ha emozionato lo si ricorderà per sempre». Il professore scapigliato era malato da un po’, ma nutriva la speranza di potercela fare. Una speranza che purtroppo non è bastata.

La notizia della sua scomparsa è stata divulgata in primis dalla piattaforma di microbloggin, Twitter, dove Stefano Di Traglia, portavoce del segretario Pd, Pierluigi Bersani, twitta così: «È morto Renato Nicolini. È stato un grande assessore alla Cultura. Dopo il buio degli anni ’80 con lui Roma tornò a vivere».

LA CAMERA ARDENTE –  Lunedì sara allestita la camera ardente nella Sala della Protomoteca nel palazzo del Campidoglio e sicuramente molti romani arriveranno per rendergli omaggio.

LA CARRIERA DI ASSESSORE, DEPUTATO E DRAMMATURGO – A partire dal 1983, per tre legislature fu Deputato al Parlamento italiano, eletto nel 1983 e nel 1987 nelle file del Partito Comunista Italiano e nel 1992 come esponente del Partito Democratico della Sinistra. Alle Elezioni comunali del 1993 si candida come sindaco di Roma per la coalizione formata dal Prc e dalla lista “Liberare Roma” ottenendo oltre l’8% dei consensi. Nel 1994 conclude la sua esperienza parlamentare. Nello stesso periodo iniziò inoltre a pubblicare opere teatrali. Nel 1985 venne nominato dal ministro francese Jack Lang, “Officer de l’Ordre des Arts et des Lettres de la République française
Dal 1988 fino al 1996 è stato Vicepresidente della FondazioneFestival dei Due Mondi” di Spoleto.
Dal 1996 al 2000 è stato Commissario del Teatro Stabile dell’Aquila.
È stato professore ordinario di Composizione Architettonica presso l’UniversitàMediterranea” di Reggio Calabria.[7]
Nel luglio 2009 annuncia la sua candidatura a segretario del Partito Democratico, non presentando però le firme necessarie alla partecipazione alle primarie. Nel 2011 pubblica la nuova edizione di “Estate Romana ” con la prefazione di Jack Lang; “Per amare Napoli“, una riflessione sulla città di cui é stato assessore dal 1994 al 1997.
Nei primi giorni di gennaio 2010 ha pubblicamente sostenuto la necessità delle primarie per la scelta del candidato presidente del centro sinistra per la regione Lazio, dichiarando di voler partecipare alle stesse.