Isaac: l’uragano che spaventa gli Usa

Non tardano ad arrivare i primi effetti dell’uragano Isaac sulla Louisiana. A Plaquemines Parish, la parrocchia (l’equivalente amministrativo delle contee degli altri stati americani) situata sul golfo del Messico, a White Ditch e a Braitwaite si segnalano i primi argini rotti, con il livello dell’acqua salito sopra il livello di guardia di 3,6 metri.

L’occhio del ciclone ha toccato la terraferma per la seconda volta, con venti e piogge arrivati a 130Km/h, mentre ora si sposta verso Nord-ovest con una velocità, destinata a ridursi, di 13km/h.

Il sito web locale Nola.com segnala che la perturbazione ha causato un black-out per circa 337mila utenze.

A New Orleans città più popolosa della Louisiana l’allerta è massima. La città patria del jazz (basti pensare che ha dato i natali a Louis Daniel Armstrong, il più famoso jazzista di tutti i tempi), famosa per la sua cucina e per il suo carnevale, ha ancora vivo il ricordo dell‘inondazione causata dall’ uragano Katrina. In quella circostanza nell’ agosto del 2005, Katrina provocò un alto numero di vittime e di senza tetto, molti dei quali non ancora ritornati nelle proprie casa.

La città, che per la sua posizione geografica (posta sul Mississipi, a pochi km dalle coste del Golfo del Messico) non è nuova a questo genere di rischi, è stata minacciata anche dall’uragano Gustav nell’agosto 2008.

I media statunitenti segnalano che le autorità stanno seguendo l’evoluzione dell’emergenza, ed è stato attivato il sistema di dighe a protezione della città.

Ieri il presidente Obama aveva parlato di un’America pronta ad affrontare una grande tempesta, invitando le popolazioni interessate ad ascoltare le autorità, senza sottovalutare l’uragano Isaac:se dicono di evacuare, evacuate”.

E nel mentre una parte degli Usa è soggetta al rischio Isaac, arriva l’ufficialità del candidato repubblicano per la prossima corsa alla Casa Bianca.

In Florida, a Tampa, la convention repubblicana ha incoronato Mitt Romney come sfidante di Barack Obama alle elezioni presidenziali del prossimo 6 novembre. Solo il texano Ron Paul, suo sfidante alle primarie non ha appoggiato l’ex governatore del Massachusetts, che domani chiuderà l’assemblea del partito che ha come simbolo l‘elefantino.

Nella serata di ieri in prima linea Ann, la moglie del 65°enne miliardario mormone, che ha affermato: «questo è l’uomo di cui ha bisogno l’America: uno che lavora duro, più degli altri, per risolvere i problemi. Potete fidarvi di Mitt»