Nascita del bisonte bianco: evento sacro per gli indiani, rarità per gli scienziati

BISONTE BIANCO – In tanti film, come nei cartoon o nei libri, troviamo un binomio indissolubile: il bisonte e gli indiani. Tante immagini ci riportano alla storia dei pellirossa, al loro modo di vivere e tutelare il territorio prima dell’invasione e dell’arrivo di quello che è definito, non a torto il “grande distruttore”: il viso pallido. Gli invasori, che si definirono portatori di progresso, non ebbero rispetto per nulla, soprattutto per i simboli sacri degli indiani, e contribuirono a distruggere le mandrie di bufali per far posto all’avanzata della ferrovia che doveva collegare gli stati tra di loro.

Lavori che costarono cari agli indiani, un grande tributo di sangue che determinò la soppressione di centinaia di bufali. Nei giorni scorsi, centinaia di pellerossa hanno indossato i loro abiti cerimoniali e hanno battuto sui vecchi tamburi dei nonni, per onorare la nascita di uno dei più rari animali del mondo: il bisonte bianco. L’animale è stato battezzato con un nome lunghissimo “Yellow Medicine Dancing Boy”, ed è nato in una fattoria del Connecticut occidentale.

Gli indiani d’America, ritengono la nascita di un bufalo bianco come un evento sacro agli dei, e un simbolo di speranza. Per gli scienziati, la nascita di un bisonte bianco è importante, infatti, solo un esemplare ogni dieci milioni. L’avvenimento ha coinvolto numerose tribù di indiani: i Lakota muovevano dal sud Dakota, altre centinaia di pellerossa, dai Mohawk ai Cayuga, s’incamminavano verso la fattoria dove è venuto alla luce il bisonte bianco.