Siria: la fuga del premier Hijab, l’attentato alla tv e gli scontri

SIRIA – Il premier siriano Hijab, nominato meno di due mesi fa, è fuggito con in familiari, in Giordania. La notizia è riportata dalla tv araba Al Jazira, che cita le autorità della Giordania. Attraverso un portavoce il primo ministro siriano denuncia il genocidio in atto in Siria, dicendosi pronto ad unirsi alla rivoluzione, e a lavorare per la libertà. L’opposizione parla di fuga da una barca che affonda, e afferma di aver protetto la defezione. Per l’opposizione il premier non è il solo ad esser in Giordania, nel paese confinante ci sarebbero anche 2 ministri e 3 ufficiali.

Sulla notizia della fuga del premier Hijab, nessun particolare viene fornito dalla tv di Stato siriana, che informa che il vicepremier Ghalawanj guiderà il governo provvisoriamente. Proprio la sede della radiotelevisione di Stato siriana è stata scossa da un’esplosione, che ha provocato diversi feriti. La notizia è confermata dal ministro dell’Informazione siriano, Muhammad Al Zubi, che smentisce ci siano stati dei morti, e annuncia che le trasmissioni andranno avanti regolarmente. Il ministro siriano accusa Qatar, Arabia Saudita e Israele di esser dietro all’attacco, nonché di appoggiare i ribelli, che lottano contro il presidente Assad.

Defezioni, attentati e scontri. Ad Aleppo, seconda città della Siria, assediata da 20.000 soldati, si continua a combattere. Diversi quartieri della città sono bombardati, in particolare il quartiere Salaheddin. Truppe governative circondano il quartiere storico di Damasco, Salhiye, privandolo di elettricità, acqua e eseguendo arresti. Ad Hama infine 40 morti e 120 feriti nei raid dell’esercito.