Siria: violenti scontri ad Aleppo, fuggono gli osservatori Onu

Aleppo, seconda città della Siria, continua ad essere funestata da violenti scontri, tali da costringere al rientro a Damasco, 20 osservatori internazionali dell’ Onu, presenti in città. Sulla capitale del nord, cadono, incessanti, le bombe dell’aviazione e dell’artiglieria del presidente Assad. 

Intanto l’ex premier siriano Hijab, che ieri accusando di genocidio il regime, si era avvicinato ai ribelli, è atteso in Qatar. Aumenta il numero dei rifugiati in Turchia, secondo alcune stime sarebbero almeno 50.000. I morti odierni nel paese medio-orientale, secondo gli attivisti sarebbero 94.

Proseguono inoltre gli incontri diplomatici nel tentativo di liberare i 48 pellegrini iraniani rapiti dagli insorti siriani. A Damasco, Assad ha incontrato il braccio destro di Khamenei, come dimostrano le immagini della tv siriana. Il ministro degli esteri iraniano, Salehi, è invece in Turchia, per colloqui sia sulla sorte degli iraniani rapiti (3 sarebbero stati uccisi), sia sulla situazione nel paese. Teheran ha già fatto sapere che considera gli Stati Uniti responsabili per la vita dei 48 pellegrini rapiti a Damasco”.

Situazione incandescente anche in Afghanistan, dove un doppio attentato ha causato la morte di 9 civili, e diversi feriti. Il primo attacco è stato effettuato contro un minubus nella provincia di Kabul. I morti, tutti uomini che andavano a lavoro sono 9, i feriti 5; secondo la polizia, che ha annunciato di aver catturato l’uomo che ha attivato l’ordigno, l’attacco è opera dei talebani. L‘altro attacco, rivendicato dai talebani, con l’esplosione di un camion bomba, a sud di Kabul, ha provocato il ferimento di 20 persone. Nel paese si segnala anche la morte di un soldato francese, e il ferimento di un secondo soldato, durante un’operazione ad est. La conferma arriva dall’Eliseo.