Calcio: il Napoli cala il tris con due tenori e …mezzo !

Missione compiuta. Dopo la domenica senza calcio per la sosta nazionale, il Napoli batte il Parma e cala il tris di successi in altrettante partite. Come noi la Juve, la Lazio e la Sampdoria. Dopo la vittoria “quasi” convincente di Palermo, e la vittoria meno “bella”, ma più “significativa” con la Fiorentina, arriva il successo con i ducali.

Una vittoria netta, conseguita a seguito di un discreto e cinico primo tempo, e un ottimo ma poco cattivo secondo tempo. Si gioca alle 15:00 al San Paolo, in maniera a dir poco insolita: nella passata stagione, infatti, una sola delle 19 partite giocate in casa fu disputata nel canonico orario pomeridiano, quel Napoli-Catania finita due pari, con gli etnei bravi a rimontare due reti di svantaggio. In assenza di impegni in Champions’, di sicuro ci sarà qualche partita in più a pranzo, come nel caso di Napoli-Parma.

Nell’undici partenopeo torna Pandev dopo le due giornate di squalifica per l’ormai dimenticata Pechino. Aronica sostituisce l’infortunato e sfortunato Britos, Dzemaili fa coppia con Inler sulla mediana, con l’altro svizzero Behrami in panchina. Due minuti, e il Napoli passa in vantaggio: Marek prende palla nella trequarti avversaria, controlla, si gira e lancia nello spazio il macedone, che anticipa Mirante, costretto a stenderlo: rigore e giallo per l’estremo difensore emiliano. Dal dischetto, il Matador non sbaglia: Napoli subito avanti. Meglio non si poteva iniziare, anche perché in questo modo viene inibita da subito la possibilità per il Parma di arroccarsi in difesa. E difatti gli emiliani fanno la partita e creano qualche scompiglio alla poco “rassicurante” difesa azzurra. Di rimessa, però, è il Napoli ad avere un paio di buone occasioni non concretizzate. Proprio su un’azione di ripartenza, firmata ancora dai tre tenori, arriva il raddoppio, il Matador lancia Marek che di prima intenzione mette il macedone nella condizione di appoggiare il pallone in rete. Non una semplice azione di gioco, ma uno spot per il calcio:“this is the soccer”, in altri termini!

Il Napoli però non ama vincere “tranquillamente”. Così, a due minuti dalla fine del primo tempo, Parolo accorcia le distanze con un colpo di testa. Il risultato maturato al duplice fischio è testimone fedele dell’andamento della prima frazione di gioco.

Nella ripresa, la nostra squadra “asfalta” letteralmente il Parma. Gamberini, che sostituisce il malconcio Aronica, si piazza a destra, mentre Hugo passa a sinistra. Il Napoli subisce meno il gioco emiliano, e con pochi passaggi arriva diverse volte dalle parti di Mirante. Il Matador spreca almeno due occasioni limpide: ma noi gli vogliamo bene lo stesso!

Inler tira alto da buona posizione; maciniamo un buon calcio, veloce, fatto di verticalizzazioni, e con un Hamsik in forma smagliante. Eppure non chiudiamo la partita. Behrami rafforza il centrocampo rimpiazzando il connazionale Inler, ma la sostituzione decisiva arriva poco dopo: Lorenzo Insigne prende il posto del Matador. In tutta franchezza,  la sostituzione non mi ha convinto: per quanto stanco e impreciso non toglierei mai l’uruguaiano dal campo. E invece la scelta si rivela perfetta: neanche due minuti e Pandev si inventa una giocata semplicemente geniale, e mette Insigne a tu per tu con Mirante. Il talentuoso ragazzo di Frattamaggiore non si lascia sfuggire l’occasione, e fa secco il portiere emiliano. La prima rete di Lorenzo al San Paolo chiude un match che nella ripresa è stato dominato dalla nostra squadra. Bravo Insigne a mantenere la freddezza davanti a Mirante, a inserirsi e a capire che l’estro di Pandev era tale da fargli arrivare un pallone da buttare in rete. Sul 3-1 lo stesso Insigne davanti al portiere emiliano tenta un pallonetto che grida vendetta e fa infuriare Mazzarri. In effetti, al 90° il Parma potrebbe riaprire nuovamente il match, e dopo 45 minuti giocati ad alti livelli, soffrire e rischiare anche per soli 4 minuti sarebbe stato assurdo. Ecco la pecca della ripresa: mancanza di cinismo, e troppi errori che una grande squadra non deve commettere.

Pandev indubbiamente il migliore in campo, straordinario anche il nostro Marek, stanco ma sempre fondamentale e generoso Matador. Bravo Insigne, ma certi “colpi” meglio tentarli in allenamento o con a risultato più ampiamente acquisito (benché un giocatore come lui abbia queste “colpi di genio” nel Dna). Sufficienti Zuniga e Maggio, bene Dzemaili, buono il primo tempo di Inler, calato nella ripresa e sostituito molto bene da Behrami. La difesa promossa ma con molte, molte riserve, Morgan non è stato molto impegnato, Cannavaro ha sofferto la fisicità di Belfodil, Hugo e Aronica leggermente meglio.

Si apre ora un tour-de-force, il primo di questa lunga stagione. In città si respira ancora un clima paradossalmente di moderatissimo entusiasmo: la qual cosa non guasta affatto! Camminare sotto traccia può tornare utile, purché la squadra sia consapevole del suo valore e delle sue possibilità.