Camorra, vendetta trasversale? La vittima, Roberto Ursillo legato al ras Bastone di Scampia

CAMORRA, NAPOLI – Vendette trasversali tipiche dell’agire cammoristico. Dopo l’omicidio di Raffaele Abete, clan ‘Vanella Grassi’, ieri la criminalità organizzata del partenopeo ha messo a segno un’altra vittima, Roberto Ursillo che di anni ne aveva 20, incensurato ma maledettamente legato da vincoli di parentela con i ras Bastone di Scampia.

L’omicidio si è consumato ieri mattina a Chiaiano, al confine del quartiere Scampia periferia a nord di Napoli, dove si consuma ogni giorno una guerra tra faide che sembra non finire mai. La vittima, il fratello del boss emergente Salvatore, stava viaggiando da solo a bordo di una Fiat Palio, in corso Giovanni Antonio Campano, quando due sicari su un grosso scooter gli si sono affiancati freddandolo con colpi di arma da fuoco. Così l’auto senza più guida ha continuato la sua marcia cadendo in un fossato alla sua destra mentre i killer fuggivano imboccando il vicino asse mediano. I passanti hanno subito segnalato l’incidente, ma arrivati sul luogo i carabinieri della compagnia Stella, non ci hanno messo molto a capire che si trattava di un omicidio vedendo il colpo inferto al giovane alla tempia sinistra.

In base alle prime indagini sembrerebbe che il giovane era vicino al gruppo Abete-Abbinante-Notturno-Aprea e da marzo scorso impegnato in una faida coni Magnetti-Petriccione-Mennetta. Seguono i risvolti anche il nucleo investigativo di Napoli (guidati dal maggiore Lorenzo D’Aloia e coordinati dal capitano Quartarone). Gli investigatori esperti hanno già inquadrato tutto, attribuendo il delitto come un nuovo attacco del clan ‘Vannella Grassi‘ agli Abete-Abbinante-Notturno-Aprea.

Ovviamente sono subito scattati i posti di blocco e perquisizione tra i vari quartier generali di entrambi le faide che si distribuiscono nella zona di Secondigliano. Roberto Ursillo abitava in via dell’Abbondanza isolato 19, e non aveva precedenti penali se non dei controlli fatti dalla polizia in compagnia di pregiudicati. Tuttavia le forze dell’ordine lo tenevano sott’occhio da un po’ visto che non proveniva da una famiglia di Santi. Il padre e i due fratelli maggiori erano già stati arrestati precedentemente, nel 2009, anno nero per la famiglia Ursillo visto che, all’interno di un appartamento di Scampia, gli furono sequestrati dieci chili di droga, circa sei chili e mezzo di cocaina e quattro chili di marijuana.

Adesso, Salvatore, distintosi per le sue doti acrobatiche lanciandosi dal balcone per sfuggire alle forze dell’ordine che lo arrestarono nel 2009, poi ritornato in libertà, piange e si dispera davanti alla salma del fratello.

Questa guerra tra faide, per gli investigatori hanno un denominatore comune e unico: il controllo delle piazze di spaccio più fiorente di Scampia e Secondigliano. Un business che non soffre la crisi entro il quale, lo Stato, non riesce a metterci lo zampino per smontare ogni mattone dell’impero infimo della droga.