Confermato il carcere: Sallusti annuncia le dimissioni rifiuta la grazia!

La Cassazione ha confermato la condanna a 14 mesi di reclusione, in seguito all’accusa di diffamazione a mezzo stampa, per il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti.  Il giornalista si è reso colpevole di aver scritto articoli pubblicati sul quotidiano Libero nel 2007, ritenuti diffamatori nei confronti del giudice tutelare di Torino, Giuseppe Cocilovo, in merito all’aborto di una giovane donna. Sallusti aveva fatto ricorso, invece, è stato nuovamente convalidato il verdetto di condanna al carcere emesso dalla Corte d’Appello di Milano a giugno dell’anno scorso. Il direttore dovrà farsi carico anche delle spese processuali, risarcire la parte civile e pagare l’ammontare di circa 4.500 euro per il ricorso a giudizio. La decisione sulle modalità di messa in pratica della pena sarà poi di competenza della Magistratura di Sorveglianza di Milano.

Il Procuratore Bruti Liberati ha intanto prontamente spiegato che per Sallusti verrà direttamente messa in atto la sospensione della pena in quanto risulta non avere cumuli di pena né recidive.

Il giornalista si dice però profondamente sdegnato e comunica la sua volontà di dimettersi perché deciso a non voler vedere la sua libertà di stampa limitata. Nell’unica intervista che ha rilasciato a Pomeriggio 5 ha dichiarato: “Mi rifiuto di chiedere la grazia al Presidente Napolitano, perché credo che in quanto capo della Magistratura italiana in questi sette anni non abbia difeso a sufficienza i cittadini dall’invadenza di una giustizia politicizzata.” Dunque il direttore ha aggiunto che non cambierà la pena barattandola con i servizi sociali, ma andrà in carcere come è stato stabilito.

Il mondo della stampa è in subbuglio. Franco Saddi, segretario generale della Federazione nazionale della stampa, alla notizia della conferma della condanna per il direttore del Giornale, ha detto: “E’ una sentenza sconvolgente. Ci sentiamo tutti Sallusti”.