Libia: gli Stati Uniti reagiscono e muovono due navi da guerra

In seguito al recente e sanguinoso attacco di Bengasi scatta la reazione americana. Il Presidente Barack Obama ha immediatamente telefonato i leader di Libia e Egitto al fine di ottenere una fruttuosa cooperazione in materia di sicurezza. Obama ha chiesto alla Libia una totale disponibilità a collaborare affinché vengano scoperti e consegnati alla giustizia i colpevoli del  violento attacco di Bengasi durante il quale, la scorsa notte, ha trovato la morte l’ambasciatore Chris Stevens insieme ad un funzionario e due marines americani. All’Egitto, invece, il Presidente ha chiesto di rispettare gli impegni presi in merito alla salvaguardia e alla protezione delle rappresentanze americane e dei loro dipendenti.

Stamane la stampa americana riporta la notizia che il Pentagono sta muovendo due navi da guerra verso le coste libiche. I due bolidi, è detto, non hanno nessuna missione specifica, tuttavia devono risultare pronte ad agire nel caso di un repentino ordine del Presidente . Obama chiarisce che ormai si è reso necessario un intervento improrogabile per arginare una situazione divenuta insostenibile. Molteplici continuano infatti ad essere le proteste contro l’ambasciata americana nel Cairo sempre a causa del film su Maometto fautore di scandalo, prodotto negli Usa. Gli Stati Uniti sono decisi a continuare a far sentire la loro presenza e a far gravare la loro pressione su Al Qaida e sugli affiliati del Nord Africa e del Medio Oriente. Queste le parole di Obama: “Oggi è stata una giornata dura. A volte le cose sono molto dure, ma se noi siamo risoluti, non molliamo… alla fine del tempo qualcosa di buono accadrà”.