Melania Rea: il marito Salvatore Parolisi incastrato da un bacio?

 

Non sappiamo ancora se le ultime ipotesi avanzate dalla scientifica possano essere quelle che incastrino definitivamente Salvatore Parolisi, da un anno in carcere come unico indiziato dell’omicidio della moglie Melania Rea, trovata morta il 18 aprile 201o nel boschetto di Ripe di Civitella del Tronto. La tesi avanzata dai medici legali potrebbe essere la chiave che dovrebbe convincere l’uomo ad ammettere la colpevolezza.

Per il 29 settembre è prevista una nuova udienza del caso Rea e l’oggetto del dibattito saranno le tracce del DNA di Parolisi ritrovato sulla bocca di Melania dopo la sua morte, uccisa con numerose coltellate: il DNA sulle labbra dura solo 2 minuti. La superperizia depositata il 20 settembre è il frutto di un lungo lavoro fatto dalla scientifica e dai consulenti Parte Civile della famiglia Rea nella persona di Marina Baldi e dal collegio di cui fanno parte anche i medici legali Francesco Introna e Giovanni Arcudi e la criminologa Roberta Bruzzone.

Il DNA rinvenuto sulle labbra delle povera Melania Rea sembra essere stato ‘depositatosolo dopo la sua morte e sono le dichiarazioni che riporta il quotidiano leggo.it in merito al caso REA a destare scalpore. Questo è quanto dichiarato dal team che sta lavorando per venire a capo di questo ‘delitto imperfetto‘: «Secondo il collegio di Parte Civile non possono esistere dubbi sul fatto che le tracce di Dna siano state depositate dopo la morte. Infatti, ricerche scientifiche specifiche e tutta una serie di test e sperimentazioni effettuati, nelle condizioni più diverse, dai periti in fase di superperizia hanno dimostrato che sulla bocca di un soggetto vivente le tracce di Dna di un altro soggetto durano al massimo 2 minuti. Trascorsi 120 secondi, del Dna dell’altro soggetto non vi è più traccia».

Noi cittadini che possiamo solo seguire le vicenda e sperare che per Melania sia fatta giustizia, possiamo dare una nostra opinione e magari soffermarci a pensare, basta bagnarsi le labbra con la propria saliva per mandar via quella che si è depositata tramite un bacio. A meno che non vi siano casi particolari, come riporta lo stesso quotidiano tramite la dichiarazioni del proprio intervistato «Rarissime eccezioni possono valere, in condizioni molto particolari, solo per alcune sequenza di Dna che possono sussistere sulle labbra fino a 30 minuti dal momento in cui sono state depositate, ma non è questa la circostanza».

Chissà se Melania Rea avrà mai giustizia e per quanto riguarda l’ora del decesso la perizia non ha ancora stabilito un arco di tempo preciso se non la data del decesso, ovvero del 18 aprile 2010. Intanto, il 29 settembre, riprenderà il processo con rito abbreviato per il caporalmaggiore dell’Esercito che aveva una relazione segreta con una delle sue soldatesse. E magari per portare avanti questa unione extraconiugale che si è macchiato del delitto più efferato. La sua amante, Ludovica Perrone, sembra essere scomparsa dalla circolazione. Si è emarginata dallo squallore che gli inquirenti hanno tirato fuori sulla vita di Parolisi facendo perizie sulle sue relazioni e individuando un presunto ‘viados‘ (transessuale di origine brasiliana) del quale non si capisce ancora se con lui avesse intrattenuto una relazione o erano semplici amici. Adesso la ragazza sembrerebbe essersi rifugiata nel proprio paesino in provincia di Latina protetta dalla famiglia e dai conoscenti. E in base al dibattito, tenuto ieri durante la trasmissione ‘Quarto Grado‘, che si interessa sugli sviluppi del caso Rea, è emerso quanto la Perrone sia stata un’altra vittima della vicenda, ‘incantata‘ per ben due anni dalle promesse di Parolisi che addirittura avrebbe accettato di conoscere i suoi genitori perché le sue intenzioni erano serie anche se in quelle dichiarazioni era evidente che si era scordato di due particolari molto importanti, era ‘Sposato con prole‘.