Montezemolo lancia il Monti bis, la politica italica si spacca

MONTI BIS – La politica italiana torna a spaccarsi sulla possibilità di un Monti-bis. A cadenza ormai fissa i nostri leader politici tornano su un argomento che tra pochi mesi diventerà di centrale importanza per il nostro paese.

Questa volta ad accendere il dibattito è stato un “neo”politico, quale è Luca Montezemolo, presidente della Ferrari, ormai sceso in campo con l‘associazione Italia Futura. L’ex numero 1 di Confindustria sulle pagine del Corriere della Sera è stato chiaro: “la mia speranza e quella di molti cittadini è che il premier voglia continuare a guidare la fase che si aprirà dopo le elezioni”. Sull’associazione Italia Futura il presidente della Ferrari esclude che si tratti di un altro “partito personale”, ribadendo la necessità di “un movimento civico oltre Pdl e Pd per dare rappresentanza ai milioni di italiani che si sono riconosciuti in Monti”. Per questo motivo Montezemolo è convinto che occorra “costruire una grande forza popolare, riformatrice e liberale” utile a proseguire il percorso tracciato da Monti.

L’assist del dirigente bolognese classe ’47 è raccolto da due suoi concittadini: Gianfranco Fini, leader di Fli e Pier Ferdinando Casini leader dell’Udc.  Parlando alla convention ‘Mille per l’Italia’ il Presidente della Camera sottolinea come le parole di Montezemolo facciano “da megafono a un sentimento diffuso“, ma ribadisce l’ex alleato di Berlusconi che “l’Italia non è solo quella di Montezemolo e Marcecaglia, ma è quella delle mille platee di persone che fanno politica nel quotidiano”. L’ex leader di Alleanza Nazionale propone “una grande lista civica nazionale che raccolga le energie sane, senza personalismi”.

Casini è ancor più esplicito sul progetto di Montezemolo: “sono così d’accordo con lui che lo dicevo da mesi. Io e Fini da mesi diciamo: non si può fare a meno di Monti”. Dopo aver precisato di essere a favore di una modifica della legge elettorale: “io sono perché si cambi la legge elettorale, si dia un premio di governabilità come è giusto, anche se da proporzionalista non lo darei nemmeno“, si dice pronto ad aderire ad una lista che sta tra PdL e Pd” e che sia “alternativa al grillismo”.

Voci discordanti arrivano dai leader di PdL e Pd. Alfano pur apprezzando il progetto politico di Montezemolo, chiede chiarezza: “Montezemolo federatore dell’area moderata? Mi pare che la posizione espressa sia che non si candida a questo. Sostiene Monti che a sua volta non si candida. Credo -dice l’ex Ministro della Giustizia- che occorra fare un pò di chiarezza”. Sul Monti bis il segretario del PdL è  esplicito: “è difficile se Monti non scende in campo”.

Bersani è ancor più diretto, intervenendo all’assemblea per il Sud, il leader del Pd dice: “Basta scorciatoie e ricette italiche; la politica deve tornare a essere credibile”. Il politico emiliano però puntualizza: “non significa che voglio che Monti torni alla Bocconi, ma ognuno darà il suo contributo“. A Montezemolo dice: “non vorrai guidare la macchina stando ai box?”. Sulla legge elettorale “le menti corte pensano a un proporzionale che porti alla balcanizzazione e così a un governissimo guidato da Monti”.