Siria: ad Aleppo stragi di bambini, e la Turchia alza la voce

SIRIA – Un video della televisione americana Cnn mostra una strage di bambini avvenuta ad Aleppo, la “capitale del Nord”, centro economico, nonché la città più popolosa della Siria.

Nove bambini, tra i 4 e gli 11 anni sono morti durante i bombardamenti, in particolare in seguito alla distruzione di un’abitazione nel quartiere di A-Sharaa.

Secondo i comitati locali nel quartiere di Marjeh ci sarebbero stati altri 7 bambini morti.

Brahimi il neo rappresentante in Siria di Onu e Lega Araba, che da un mese ha sostituito il dimissionario Kofi Annan, parlando all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha espresso massima preoccupazione per la situazione nel paese mediorientale: “la situazione in Siria è in costante peggioramento e la distruzione sta raggiungendo proporzioni catastrofiche“.

Sulla Siria arrivano dure e pericolose parole dal premier turco Erdogan che durante un incontro del suo partito, il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, formazione islamico-conservatrice, ha definito il regime di Assad “uno stato terroristico“, aggiungendo poi che la Turchia non può “permettersi il lusso di restare indifferente rispetto al conflitto in corso in Siria”.

Ieri intanto i dati segnalati dall‘Alto Commissariato Onu per i rifugiati facevano rabbrividire: nel solo mese di agosto 100mila i siriani che sono scappati dalle loro case e hanno varcato i confini del paese, per cercare di sfuggire al cruento conflitto civile in atto nel paese.In totale sono 235mila le persone che hanno cercato asilo nei paesi vicini da quando 18 mesi fa, sono scoppiati i primi focolai di rivolta nel paese.

Ieri sulla delicata e difficile questione siriana da segnalare gli interventi del ministro della Difesa Di Paola che non ha escluso un intervento, anche armato della comunità internazionale, affermando che l’Italia sarebbe pronta ad un’evenienza simile.

In serata sono arrivate anche le parole del premier Monti, che ha espresso preoccupazione per l’evoluzione della situazione in Siria, auspicando che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu superi l’impasse in cui versa, riuscendo a favorire una transizione politica.