A Napoli si può vincere abbattendo il muro d’omertà che copre ogni forma d’illegalità


L’assurdo omicidio di Pasquale Romano nella periferia nord di Napoli, nel quartiere Marianella, ha ridato fiato a tromboni e ai professionisti delle proteste a chiacchiere.
Ancora una volta, fiumi di parole si sprecano, inondando la città di demagogia e falsa filosofia.
L’unico e certo dato di fatto, è la morte di un giovane, colpevole di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Dalle istituzioni ci si aspetta di più, a cosa serve dichiarare una giornata di lutto se poi non si denuncia, ed in questo la municipalità di Scampia è colpevole.
Si assiste a manifestazioni e passerelle per i politici, ma di concreto non si vede nulla, nessuna azione eclatante per evidenziare ciò che accade.
Si parla troppo di Maradona, e troppo poco dei bisogni reali della gente, di chi sopravvive ai margini della città, in quartieri ostaggio della malavita.
L’impegno delle forze dell’ordine è massiccio, ma non sarà certo la repressione a ridare sviluppo e certezze ad un territorio martoriato.

Fiumi di denaro pubblico sprecati in inutili sedute di consiglio della locale municipalità, pseudo comitati assegnatari che ancora oggi tentano di condizionare la vita del quartiere, falsi progetti di recupero propagandati come realtà.
Vi ricordate la sede della Protezione Civile, la piazza Telematica, quella degli eventi, la tanto attesa sede dell’università? Falsità che si collegano l’una all’altra.

Il quartiere ha ricevuto solo delusioni, e ora si pensa a realizzare il sito di compostaggio, dopo i parcheggi per i puzzolenti e pericolosi camion per la raccolta dei rifiuti ubicati a ridosso di case e scuole.
Ma Napoli è fatta così, si vive di speculazioni e interventi ad hoc per vender libri o ottenere comparsate in TV, ed il caso Gomorra la dice lunga sulle speculazioni in atto in periferia.
Ben vengano gli strali del cardinale Sepe contro la camorra e i corrotti, ma ben venga anche una pulizia all’interno del clero, su tutti il caso Quartieri Spagnoli.
Il vertice della Curia napoletana non ritiene di avviare un’alternanza tra i parroci dei Quartieri Spagnoli oramai assuefatti a violenza e malavità?

Il ritrovamento di armi in una chiesa a ridosso del salotto buono della città, pone diversi interrogativi; in quel dedalo di vie e viuzze è forse giunto il momento di un ricambio, di spostare tutti i parroci per ricreare un diverso ambiente in una comunità dove l’illegalità rappresenta la norma.
Appelli che forse resteranno inascoltati, ma è giunto il tempo dei cambiamenti e del coraggio, è giunto il momento di “gridare dai tetti”, di testimoni capaci di cambiare un modo di vivere e pensare, di abbattere quel muro d’omertà che copre ogni forma d’illegalità.

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