Caso italiano: pregi e difetti del mestiere di giornalista

Il recente caso Sallusti ha riportato alla ribalta la figura del giornalista, con i suoi pregi e difetti.
Mai come in questo periodo, si sono sprecati fiumi di parole per difendere o attaccare questa professione, tanto amata dai giovani. E un giornalista che parla della sua professione, e del suo lavoro, rischia non poche critiche, ma sta di fatto che i problemi dei giornalisti, nel nostro paese non riguardano solo i giornalisti.

La voglia di censura è molto forte nel parlamento italiano, dopo tante inchieste scomode hanno portato alla ribalta i vizi (e non le virtù) di una classe politica decadente, e di una classe dirigente e imprenditoriale propensa a farsi gli affari suoi e quelli di una finanza predatoria.

Esistono solo i loro diritti, e non quelli degli altri. Ed è proprio a questo punto che entrano in campo i giornalisti da fermare a tutti i costi, da mettere in prigione o sottoporli a vessatorie richieste risarcitorie.
Ed è a questo punto che si ricomincia a parlare dei giornalisti, se ne esistono onesti o sono tutti corrotti. Non a caso, qualcuno ha citato una massima di Mark Twain che recita: «I giornalisti onesti esistono, soltanto costano di più».
Nel lontano ottocento, lo scrittore americano intendeva dire che in questa professione tutti possono avere un prezzo, e quindi essere dei corrotti; e ieri come oggi ad un editore basta pagare per ottenere che un giornalista si avvicini alle posizioni della “ditta”.

E purtroppo, non pochi giornali si schierano “politicamente” per favorire quel partito o quell’imprenditore.
Anche la presentazione delle notizie può risultare fuorviante, come nel caso della segnalazione di un lettore che bocciava la notizia riguardante la data delle elezioni.
Secondo il lettore, nessuno ha spiegato il motivo dello spostamento della data delle elezioni, perché votando il 6 aprile 2013, i parlamentari alla prima legislatura che non sarebbero rieletti, non maturerebbero la pensione o vitalizio che sia. Con lo spostamento della data al 13 aprile, quindi, appena una settimana dopo, questi parlamentari acquisiscono il diritto alla pensione.
Si tratta di una giusta riflessione di un lettore che chiede chiarezza, affinché la gente sia informata.
Ma tutto ciò è mancato, ed anche questo può essere inquadrato come una mancanza di onestà da parte del giornalista di turno.

Ora più che mai, è tempo di praticare un giornalismo onesto, mettendo da parte le proprie appartenenze politiche e partitiche.
Restare onesti ha un prezzo, un duro prezzo che in alcuni casi porta anche alla disoccupazione. Ma nessuno può negare che i giornalisti onesti sono quelli che valgano di più!