Daniele Vicari: dopo Diaz (Don’t Clean Up this Blood) nuovo film in arrivo

Dopo il successo di Diaz (Don’t Clean up this Blood), film che denunciava le violenze atroci avvenute durante il G8 del 2001 a  Genova, e La nave dolce (presentato fuori concorso a Venezia), il regista Daniele Vicari sta lavorando ad un nuovo film, ancora senza titolo definitivo, tratto dal romanzo Limbo di Melania Mazzucco, uscito nel 2012 e pubblicato da Einaudi. Sarà un film che affronta il tema della guerra in Afghanistan (dal punto di vista di una donna soldato), scritto dallo stesso Vicari con Laura Paolucci e prodotto da Fandango di Domenico Procacci. Lo stesso Vicari afferma:

“Nel libro di Melania Mazzucco, ho trovato per la prima volta in termini narrativi una rappresentazione efficace e coinvolgente della guerra in Afganistan attraverso la storia di una donna soldato, convintamente arruolata negli alpini, e che sperimenta sulla propria pelle tutta la drammaticità di una guerra tutt’altro che conclusa e davvero terribile ancorché rimossa dalla coscienza collettiva. Eppure quella in Afganistan come quella in Iraq, sono guerre che segnano profondamente la nostra generazione. Grazie al racconto che ne fa Melania possiamo cominciare a farci i conti”.

Il libro racconta la storia di Manuela Paris, che, ancora prima dei 28 anni, in fuga da un’adolescenza sbandata e da una famiglia ed una madre frustrata, è andata via dalla sua casa romana per fare il soldato. Inizialmente arruolatasi negli alpini, viene poi spedita in missione in Afghanistan. Con rabbia e sacrificio, riesce a diventare sottufficiale dell’esercito e comandante di plotone in una base avanzata del deserto afghano. Rimane però gravemente ferita in un attentato e sarà costretta a tornare a casa per curare le ferite del corpo e dell’anima, disillusa e indurita dall’esperienza della guerra. All’Hotel Bellavista incontrerà il misterioso Andrea Rubino, un uomo, come lei, sospeso in un limbo di attesa e speranza, che le permette di fare i conti con la propria storia e che le fa capire che vale sempre la pena vivere perché nessuno è come sembra. Cronaca, storia d’amore, di perdita e di morte: questo è Limbo, un libro catartico in cui ci si interroga anche su cosa significhi oggi essere italiani.

Non è la prima volta che un romanzo della Mazzucco viene portato sul grande schermo: nel 2008 era già capitato a Un giorno perfetto, diretto da Ferzan Ozpetek.