Exit poll Sicilia: Cancelleri in testa. Vincerà il Movimento 5 stelle?


Exit poll Sicilia – E’ sfiducia in Sicilia e vince così il partito del ‘Non Voto’. Alla chiusura delle urne per eleggere il nuovo presidente della Regione e rinnovare l’Assemblea regionale, è stata registrata un’affluenza del 47,42% degli aventi diritto al voto, pari a 2.203.885 elettori. Un astensionismo quindi pari al 52,58% ed è lo stesso sindaco di Palermo, Leoluca Orlando a sancire la fine dei partiti: «Un dato è certo, i risultati elettorali siciliani sono chiari: la maggioranza dei siciliani non è andata a votare. Basta questo per dire che dopo Palermo anche la Sicilia conferma la morte dei partiti – continua il sindaco – È la fine del sistema dei partiti che a Palermo si è registrata con la mia elezione con il 60 per cento di consensi in più rispetto ai consensi della coalizione che mi sosteneva – ha detto – e ora si conferma con il dato dell’astenionismo che sommato al voto antipartito dei grillini dà un quadro drammatico della crisi dei partiti non solo in Sicilia ma anche in Italia».

Attualmente in base ai primi exit poll, nel capoluogo siculo sarebbe il grillino Giancarlo Cancelleri in vantaggio, con il 27,46% seguito da Nello Musumeci (Pdl, La Destra, Cantieri popolari) con il 23,35. La gente è evidentemente stanca di Pd e Pdl, e se non ci fosse stato il ‘Movimento 5 stelle’ quante persone si sarebbero recate alle urne per votare? Forse solo il 30% della popolazione.

Intanto i primi dati ufficiali dello spoglio in corso dalle 8 di stamattina sono previsti per le 12:00. Tuttavia palermoreport.it pubblica delle rilevazioni: Gianfranco Miccichè si fermerebbe solo al 14,24% e Giovanna Marano al 9.76%. Gli altri candidati sarebbero tutti sotto l’1%. Come già anticipato il Moviento 5 stelle si trova in pole position con il 26, 42% dei voti, seguito dal Pd con il 10,79% e Pdl frmo al 10,55% e sotto la soglia di sbarramento tutti gli altri partiti dall’Udc (4,72%), Fli (3,4%) e il Partito dei Sicilinai (2,48%).

Ricordiamo inoltre che l’elezione è a turno unico senza ballottaggio: verrà eletto presidente della Regione il candidato che otterrà il maggior numero di preferenze insieme a 89 deputati regionali e se i dati anticipati rispecchieranno la realtà in Italia è più vicina che mai una rivoluzione (e si spera evoluzione, ndr) politica.