“Il muro celato”, un film contro il razzismo, di Alessandro Derviso


‘Il muro celato’
, ovvero quel muro che separa le persone che fanno fatica a comunicare tra di loro, che impedisce alle diverse anime di comunicare, un muro fatto di sovrastrutture sociali e pregiudizi. “Questo film suggerisce una riflessione: questo muro possiamo abbatterlo ed avvicinarci” afferma il regista Alessandro Derviso, nel motivare il titolo del suo ultimo film. Tratto da un precedente cortometraggio pilota, il film narra la vicenda di un amore contrastato dai pregiudizi razziali ancora tristemente radicati nella società attuale: “Una persona africana, cinese, che non è della nostra nazionalità, può essere sia buona che cattiva, ma prima di giudicarla bisognerebbe avere tutti gli elementi per farlo. Esiste ancora oggi perchè non siamo disposti a comunicare a fare uno sforzo per capire gli altri e quindi è più facile affidarsi ai pregiudizi, a ciò che dicono gli altri” continua Derviso, nella conferenza stampa tenutasi giovedì 25 ottobre presso il centro commerciale Al centro di Casavatore.

‘Il muro celato’ è una produzione Soldelsur pictures e narra di Nasser, giovane originario della Tanzania, che si reca in Italia per insegnare la poesia africana all’università. Lì incontra Angela, i due si innamorano, ma il loro rapporto è reso impossibile in primis dall’intolleranza di Luca, il fratello di lei. Nel cortometraggio Nasser lascia l’Italia, sconfitto dalla delusione d’amore, per conoscere il finale del lungometraggio bisognerà invece attendere Novembre 2013, data in cui è prevista l’uscita nelle sale.

Alla conferenza stampa erano presenti gli attori principali: nel ruolo della protagonista Micol Olivieri direttamente dal cast dei Cesaroni (la cui presenza ha scatenato ovazioni tra orde di giovanissimi fan), Danilo Rovani, attore di teatro napoletano, Martina Liberti, Fabio Massa e il bravissimo Antonio Buonomo, oltre al regista ed al produttore Franco Galizia. “Non dobbiamo mai dimenticare il bambino/a  che resta dentro di noi, altrimenti ne pagheremo le conseguenze”: questo il messaggio finale che il regista intende trasmettere con ‘Il muro celato’.